“Radere al suolo il Parlamento” e ricerca dell’indirizzo di Draghi: ecco le chat no vax su Telegram

giovedì 9 Settembre 14:06 - di Renato Fratello
no vax

«Radere al suolo il Parlamento con tutti loro dentro. Basta un piccolo drone pilotato dai tetti di Roma… un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante la seduta… non resterà nessuna prova e farà il suo effetto». Come riporta il sito dell’Adnkronos, questo il proposito degli attivisti No green pass e No vax indagati dalla Procura di Milano per istigazione a delinquere aggravata. Nel gruppo Telegram definito “I guerrieri”, non c’è solo il piano contro la Camera ma anche la ricerca dell’indirizzo del premier. «L’appartamento di Mario Draghi è situato al numero… quartiere… questa fonte non è sicura», si legge negli screenshot resi noti dalla polizia. Poi il 5G: «Dobbiamo bruciare le” antenne” 5G» perché «sono ben esposte, basta avere la mira giusta dalla distanza. Se ne può mettere fuori uso tanti contemporaneamente così che diventeranno matti nel correre dietro a ripararle».

No vax, cosa scrivono gli inquirenti

L’obiettivo degli attivisti no vax del gruppo Telegram, denominato “i guerrieri”, al centro dell’indagine per istigazione a delinquere aggravata della Procura di Milano, era di «mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale», “mediante azioni violente”. Come riporta l’Adnkronos, è quanto si legge nei decreti di perquisizione firmati dal capo del pool antiterrorismo Alberto Nobili e del pm Piero Basilone.

Perquisizioni di auto e case di otto membri del gruppo

I magistrati milanesi hanno disposto la perquisizione personale, di case e auto di otto membri del gruppo, oltre che l’ispezione dei loro computer, telefoni, archivi informatici e cloud, alla ricerca di «documenti, di qualsiasi natura e dispositivi di qualsiasi tipologia, utili alla ricostruzione dei fatti e delle responsabilità» degli indagati e di altri che «potrebbero aver concorso all’istigazione alla commissione di delitti connotati dalla violenza contro persone e cose, nell’ambito di iniziative volte ad affermare le convinzioni dell’area cosiddetta “no vax”».

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