No vax, i duri e puri sono una minoranza: 850mila. Tutti gli altri potrebbero convincersi

venerdì 10 Settembre 15:11 - di Redazione

Ma quanti sono, davvero, i no vax irriducibili? Un dato importante per comprendere un fenomeno sul quale si concentra in queste settimane il dibattito pubblico. I “no vax” duri e puri sarebbero solo 850 mila. Su tre milioni e mezzo di italiani non vaccinati, 2,7 milioni si lascerebbero convincere. È quanto emerge dai risultati di una ricerca internazionale condotta su 3 milioni e mezzo di italiani e pubblicata su EClinical Medicine – The Lancet. E che vede in prima linea l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma insieme alle Università di Verona e Belgrado, e al New York Medical College.

Lo studio sul grado di accettazione del vaccino anti Covid

La notizia la riporta Il Fatto attraverso le parole di Fidelia Cascini dell’Istituto di Igiene della Cattolica di Roma e prima autrice dello studio: “Siamo partiti da una revisione sistematica della letteratura internazionale sul grado di accettazione del vaccino anti-Covid dall’inizio della pandemia ad oggi, per capirne le cause e quantificare il fenomeno da un punto di vista globale”.

I più numerosi tra i no vax sono quelli che tendono a rimandare

“Per stimare la situazione in Italia, abbiamo diviso la popolazione dei non vaccinati in tre sottogruppi: chi vorrebbe vaccinarsi nel corso del 2021, chi invece vorrebbe farlo più avanti e chi non si sottoporrebbe mai al vaccino, basandoci sulla metodologia di un sondaggio della Commissione europea. È emersa la netta prevalenza dei primi due gruppi sul terzo, quest’ ultimo quantificabile in solo l’8% della popolazione attualmente ancora non vaccinata“.

No vax, importante che i sanitari non diano informazioni sbagliate

La maggioranza dei dubbiosi, dunque, necessita soltanto di informazioni più approfondite e non è pregiudizialmente ostile al vaccino anti-Covid. Cascini sottolinea poi che “un importante anello debole della catena sono proprio gli operatori sanitari, che a volte danno informazioni parziali, discordanti o in alcuni casi sbagliate, quando invece dovrebbero essere un forte collante tra la scienza, la medicina, e i cittadini.”

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