Meloni: la standing ovation per Draghi? Io guardo ai fatti, mi colpisce la sua santificazione

venerdì 24 Settembre 7:25 - di Riccardo Angelini

La standing ovation per Mario Draghi alla convention della Confindustria non ha impressionato Giorgia meloni più di tanto. Ne ha parlato col direttore della Stampa Massimo Giannini ieri a Torino, dove ha partecipato a una manifestazione a sostegno del candidato di centrodestra paolo Damilano. E ridimensiona la faccenda: “La cartolina del “va tutto benissimo”: mi è sembrata più contiana che draghiana, anche se lo ha fatto con molto più stile”.

Non è vero che tutto va benissimo? Quella cartolina è distante dalla realtà? «Beh, sì – osserva Meloni – Per carità, a un certo punto Draghi dice la verità: abbiamo una ripresa che però va considerata anche fisiologica, per la contrazione del prodotto interno lordo che abbiamo avuto lo scorso anno. Però mancava il riferimento a chi oggi, sul piano occupazionale, lotta tra la vita e la morte».

Quanto alla promessa di non aumentare le tasse va benissimo, aggiunge, ma «se rivedi le stime catastali e non fai nulla, l’Imu e tutte le tasse collegate alla casa aumenteranno. Non solo: si rischia di vedere ricalcolato il proprio punteggio Isee e di vedere ridiscussi i propri servizi sociali».

Ribadisce poi le critiche al Green pass e soprattutto al modo in cui viene applicato. L’alternativa, sostiene Meloni, sarebbe «una informazione seria, in primis. Poi avrei lavorato sui contagi: se il Green Pass è così utile, perché non è previsto sui mezzi pubblici? Come: il Green Pass non c’è sui mezzi pubblici, perché il governo non è in grado di fare i controlli, e devono farli i ristoratori? Invece sulle cose importanti non si è combinato nulla. Lo sa che oggi abbiamo già 200 classi in Dad? Allora il Green Pass non è così efficace. Meglio lavorare sul trasporto pubblico, mettere i termoscanner nelle scuole e l’aerazione meccanica».

Da ultimo, una valutazione sulle amministrative. Hanno valenza politica? «Le amministrative sono particolari: con le liste civiche, la stima che puoi fare dei partiti è vagamente realistica. Ma il risultato è importante». E una battuta sul Quirinale: Meloni non è d’accordo sul Mattarella bis e osserva che nessuno lavora sull’ipotesi Draghi al Quirinale perché tutti hanno paura del voto. “Invece per me prima si torna alla democrazia, meglio è”.

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