Il candidato di destra è nero e gli danno della scimmia. Per i democratici Usa è tutto ok

sabato 11 Settembre 17:46 - di Federica Argento
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Nella patria delle follie politicamente corrette o della grande ipocrisia. Negli Usa, California, accade che essere inclusivi – come ordina il mainstream corrente- sia un optional quanfo il razzismo va nella direzione “giusta”: verso la destra repubblicana. Dobbiamo essere grati al Il Foglio che in prima pagina racconta l’episodio occorso a Larry Elder, il principale avversario del governatore californiano Gavin Newsom,  nel voto di recall di martedì 14. Larry Elder è un candidato di destra ed è stato o vittima di un attacco a sfondo razziale. E’ afroamericano e, “nel pool dei candidati, forse quello più a destra di tutti: contrario all’obbligo di vaccino e di mascherina e assolutamente antiabortista”. Accade che durante una manifestazione a Los Angeles, Elder è stato apostrofato da una donna bianca con una maschera da gorilla. La stessa gli   ha poi lanciato un uovo in testa.

Se il candidato è repubblicano e nero gli puoi dare della scimmia

L’ipocrisia usa raggiunge vette sesquipedali quando nell’inclusivissima California  l’unico giornale mainstream ad aver sottolineato la cosa è stato il Los Angeles Times. L’unico – rileva il quotidiano di Claudio Cerasa.  Il mito della stampa americana, libera e contro ogni conformismo, è morto. Tra l’altro il giornale  ha datto anche una sottolineatura bizzarra: ha notato che “l’abbinamento scimmia- nero è uno stereotipo razzista da secoli”. E che vuol dire? Ha poi evitato di inserirlo nel titolo. Sconcerta che nessun altro giornale abbia stigmatizzato l’episodio increscioso. “Il mondo progressista, che non esita ad additare come razzista anche una minima espressione verbale fuori posto, consente invece che ai propri avversari questa delicatezza non sia garantita”.

L’ipocrisia Usa, i giornali tacciono sull’offesa razzista al candidato di destra

E dire che il dogma dell’inclusività si è abbattuto pure contro la Costituzione Usa. Non solo, ma la città di  San Francisco è stata capofila di quella che viene definita “cancel culture”. Gabriela López, presidente dell’Ufficio scolastico della città, ha avuto il coraggio di rinominare le scuole della città in piena pandemia, quando la gente moriva e i  genitori erano furiosi di non poter mandare i propri figli in classe. Cambiare nomi politicamente scorretti  alle scuole non era all’ordine del giorno. “I nomi controversi – li riepiloga il Foglio – erano George Washington per “aver posseduto schiavi”; Abraham Lincoln per “aver mosso guerra ai nativi americani”; e infine Dianne Feinstein, senatrice democratica tuttora in carica che quando era sindaco di San Francisco rimise al suo posto una bandiera confederata vandalizzata nel 1984″.

Larry Elder favorito nel feudo della sinistra

Sorprende che sbeffeggiare un afroamericano non reientri nella sensibilità che oggi va per la maggiore. Una doppia morale, antirazzismo un tanto al chilo. E pensare che il candidato repubbicano discende da una famiglia emigrata in California per sfuggire alla segregazione razziale in Georgia. “La maschera da gorilla va bene allora, ma solo se sei di destra”. E’ probabile che i democratici in California tremano. Il conduttore radiofonico e avvocato conservatore Larry Elder sta diventando il favorito nell’elezione speciale per sostituire il governatore Gavin Newsom. Come ricorda il New York Times, per una generazione Elder è stato una presenza in radio per milioni di californiani stufi della politica liberal nello stato feudo della sinistra. E ora – riporta l’Ansa – potrebbe diventare il nuovo governatore. In una campagna nella quale tutti apparivano sostanzialmente a pari merito, Elder è emerso quasi da un giorno all’altro come il favorito tra una quarantina di sfidanti. Per questo è partita la macchina del fango contro di lui. Tutto il mondo è paese.

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