Foibe, Ascanio Celestini rimpiange i tempi delle “cavità carsiche”: «Cancellare il Giorno del Ricordo»

10 Set 2021 16:21 - di Federica Parbuoni
foibe

Ci mancava Ascanio Celestini. Ora non manca più. Anche l’attore ha ritenuto di dare la sua personale lettura della tragedia delle foibe, schermandosi ovviamente dietro «gli storici», e di avanzare la sua proposta sul Giorno del Ricordo: cancellarlo. «La richiesta di abolizione del Giorno del Ricordo è un insulto alla memoria dei tanti italiani uccisi e costretti all’esodo», ha commentato il deputato di FdI, Federico Mollicone, chiedendo alle cariche istituzionali e alla sinistra la «condanna esplicita» di «questo odioso negazionismo».

Le foibe secondo Ascanio Celestini

In lungo quanto delirante post su Facebook, intitolato «Il mito delle foibe e il Giorno del non Ricordo», Celestini ha sostenuto che «gli storici hanno sempre parlato della foibe». «Nessuno ha nascosto questa storia. Casomai sono stati salvati dai processi un migliaio di criminali italiani che in Jugoslavia hanno fatto stragi», ha sostenuto l’attore, offrendo poi una spiegazione a dir poco sconcertante di cosa siano state le foibe. «La parola “foiba” deriva dal latino fovea. Così vengono chiamati gli inghiottitoi naturali tipici delle aree carsiche. Sta scritto sulla Treccani. E un certo numero di cadaveri – ha proseguito Celestini – sono stati occultati facendoli sparire in quelle cavità per il semplice motivo che il terreno è difficile da scavare e l’operazione era più semplice da risolvere in quella maniera».

La contabilità delle vittime delle foibe un tanto al chilo

«Se da qualche parte leggete 10mila morti, no, è un’esagerazione. Se leggete 2mila, no, sono troppo pochi. Qualcosa di intermedio: tre, quattromila. Queste sono le dimensioni della strage», ha aggiunto. Ora, non è chiaro, visto che non li cita, quali storici abbia letto Celestini, ma ridurre le foibe a una sorta di enorme fossa comune dove una mano anonima ha gettato dei cadaveri, di morti magari per un accidente, e stimare un tanto al chilo il numero delle vittime è uno dei peggiori esempi di negazionismo che si siano visti ultimamente, qualcosa che ci riporta a quando le foibe erano solo «cavità carsiche».

Ascanio Celestini vuole cancellare il Giorno del Ricordo

«Malauguratamente il Parlamento ha scelto il 10 febbraio per ricordare questi morti», prosegue Celestini, che non manca di tirare fuori l’oscena contrapposizione, cara alla sinistra, tra Giorno della Memoria e Giorno del Ricordo. E che, come Tomaso Montanari, che cita, ritiene che la ricorrenza del 10 febbraio farebbe parte di una campagna di sdoganamento del fascismo. Dunque, la sua proposta: «Non sarebbe il caso di cancellare dalle celebrazioni nazionali questo bizzarro Giorno del Ricordo?».

E poi parla di «limiti della decenza…»

«Io direi che sarebbe il caso di tornare nei limiti della decenza», ha scritto in un altro passaggio Celestini ed effettivamente, sì, sarebbe proprio il caso di tornare entro quei limiti che, per quanto spesso travalicati, raramente si sono superati in modo così scellerato nel dibattito pubblico.

Mollicone: «Da Celestini stalinismo contemporaneo»

«Le parole di Celestini sono inaccettabili: la richiesta di abolizione del Giorno del Ricordo è un insulto alla memoria dei tanti italiani uccisi e costretti all’esodo», ha commentato il capogruppo di FdI in commissione Cultura alla Camera, Federico Mollicone. «Le foibe sono state un dramma nazionale e chi le nega compie un atto gravissimo e aberrante, che va contro la legge. Ricordiamo, infatti, che il Giorno del Ricordo è stabilito per legge. Da Celestini stalinismo contemporaneo. Chiediamo la condanna esplicita – ha concluso Mollicone – da parte delle cariche istituzionali e della sinistra contro questo odioso negazionismo».

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