Montanari resta incollato alla poltrona e sbraita: «I fascisti si mettano l’animaccia nera in pace»

lunedì 30 Agosto 13:30 - di Gigliola Bardi
montanari

Come ampiamente pronosticato, Tomaso Montanari a dimettersi da rettore dell’Università per stranieri di Siena non ci pensa proprio. E, nell’ennesimo intervento sul tema delle Foibe, affidato a un articolo del Fatto quotidiano di oggi, lo ribadisce: «I nuovi fascisti possono mettersi in pace l’animaccia nera: non mi dimetterò, continuerò a dire la verità», insiste, facendo riferimento a tutto l’ampio fronte che ha sollevato critiche per le sue posizioni negazioniste e che va, come scrive lui stesso, «da Italia Viva a CasaPound, passando per Lega e Fratelli d’Italia (col rincalzo di Aldo Grasso e dell’agente Betulla».

La Russa: «Ha ancora la faccia tosta di parlare?»

E se Ignazio La Russa ha spiegato all’Adnkronos di essere stupito che Montanari «abbia ancora la faccia tosta di fare dichiarazioni», senza voler aggiungere altro, a chiarire che la faccenda non si può chiudere così è stato, oggi, Maurizio Gasparri che, commentando la nuova uscita negazionista di Montanari, ha annunciato una «battaglia politica, parlamentare ed istituzionale».

Tomaso Montanari «non si arrende»

«Tomaso Montanari – ha commentato il senatore di Forza Italia – non si arrende e ancora oggi sulle colonne del Fatto scrive un articolo in cui nega di essere negazionista, ma nella sostanza si manifesta negazionista in materia di foibe». Montanari, ha sottolineato Gasparri, «cita numeri non veritieri per ridurre le dimensioni della tragedia, quasi che il problema fosse soltanto quello del numero delle vittime». Ma, in realtà, «contesta alla radice la legge che ha introdotto il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo istriano, giuliano e dalmata» e «infila tutta una serie di argomenti temerari e provocatori».

Quella sinistra a cui non va giù che si ricordino le foibe

«A Montanari insomma che si ricordino le vittime delle foibe non va proprio giù», ha proseguito Gasparri, ricordando come si tratti di un atteggiamento tutt’altro che isolato e che accomuna invece «tanti altri di sinistra». «Di una sinistra che peraltro – ha aggiunto – quella legge ha votato perché si ricollocassero nella memoria nazionale quelle vittime del comunismo, non solo di Tito perché ci fu anche una complicità italiana negli eccidi». Per Gasparri, quindi, «Montanari continua a straparlare e il Fatto gli fa da megafono».

Gasparri su Montanari: «Daremo battaglia»

Si tratta, ha avvertito il senatore azzurro, di «una vicenda davvero grave ed inquietante. Perché si tratta di un negazionismo sostanziale, di un oltraggio alle vittime della storia, della diffusione di numeri non veritieri. Non a caso si citano altri protagonisti di questo modo di procedere davvero provocatorio e intollerabile». Per questo «Montanari è inadeguato all’insegnamento nelle università e va rimosso da rettore dell’Università per gli stranieri di Siena», ha rimarcato Gasparri, annunciando che «ne faremo oggetto di una battaglia politica, parlamentare ed istituzionale. In nome della verità contro ogni interpretazione faziosa e inaccettabile della storia».

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