Fitto e Fidanza: “Dalla von der Leyen nessuna autocritica. Cambi approccio sui migranti”

mercoledì 15 Settembre 18:55 - di Angelica Orlandi
von der Leyen Fitto Fidanza

Del discorso di Ursula von der Leyen sullo stato dell’Unione a Strasburgo  “non mi ha convinto come ha impostato il suo ragionamento parlando delle luci e dimenticandosi della ombre. Questa pandemia porta con sé una fase molto negativa nella quale l’Europa ha dimostrato una sua incapacità  nella fase iniziale; e ha dimostrato egoismo e mancanza di solidarietà. Nella seconda fase con Next Generation è iniziato un discorso differente”. Così  l’eurodeputato di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo, Raffaele Fitto. In una densa conversazione con i giornalisti a Strasburgo ha toccato vari aspetti, dall’emergenza ommigrazione, al clima, al patto di stabilità. La von der Leyen è stata deludente sotto tutti i punti di vista.

Fitto alla von der Leyen: “Ue cambi approccio sull’immigrazione”

“Dobbiamo partire da quei limiti per capire anche come procedere nei prossimi mesi – ha aggiunto Fitto- e non mi è  piaciuto il fatto che non abbia fatto riferimento alla modifica del Patto di Stabilità”. Secondo l’europarlamentare  “molte delle misure di cui parliamo sono possibili solo nell’ambito di una modifica seria del Patto di Stabilità”. “Siamo di fronte a sfide serie – prosegue Fitto- . La prima sfida è quella sanitaria, collegata a quella economia e sociale. I segnali di ripresa devono diventare strutturali. Le risorse del next generation hanno un ruolo fondamentale, ma non bastano. Non ho ascoltato nessuna parole sul patto di stabilità”.

FdI-Ecr: patto di stabilità, migranti, clima, la Ue sia meno ipocrita

Intervenendo in aula Fitto ha parlato anche  dell’immigrazione. “Elencare i successi è sempre più facile che fare autocritica sui fallimenti. Per questo alla presidente della Commissione europea von Der Leyen  ho ricordato che l’unione Europea deve cambiare l’approccio sulle politiche migratorie: deve iniziare a difendere le sue frontiere e non far gravare dell’accoglienza sugli Stati confine, a cominciare dall’Italia”. E “per fare questo servono politiche meno ipocrite: continuiamo a versare miliardi alla Turchia mentre poco o nulla si fa per bloccare le partenze dalla Libia”.

Fidanza alla von del Leyen: “Il suo bilancio molte ombre, poche luci”

FdI-EcR formula una critica a tutto campo. In Plenaria a Strasburgo incalza il capodelegazione  Carlo Fidanza: “Presidente Von Der Leyen, un anno dopo il suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione il suo bilancio presenta qualche luce e troppe ombre. Ci saremmo aspettati da lei la promozione di politiche per la famiglia e la natalità e invece si è piegata alle lobby arcobaleno. Ci saremmo aspettati nuova linfa all’economia reale e invece ci ha regalato l’ambientalismo ideologico del Green Deal. Che impone oneri insostenibili alle nostre imprese e ci rende più dipendenti dalla Cina”. Stigmatizza Fidanza: “Ci saremmo aspettati un’Europa protagonista sulla scena internazionale. E invece, dopo la patetica ritirata di Biden in Afghanistan, sappiamo solo parlare di profughi mentre il fondamentalismo dilaga. Noi vogliamo un’Europa diversa che faccia meno ma meglio, rispetti la sussidiarietà e la sovranità degli stati nazionali. E’ l’unica Europa che può davvero funzionare”.

Fitto: Sul clima la Ue ha una posizione estremistica

Anche sul clima arrivano gli strali di FdI-Ecr: “Sul green deal l’Ue ha una posizione molto estremistica che tende con slogan a fuorviare il merito del ragionamento. Piuttosto che capire che impatto ha, si procede con l’idea estremista di voler lanciare il programma del green deal”, incalza Fitto.  Nessuno si chiede “Ma qual è l’impatto sul sistema delle Aimprese che oggi vive una condizione di difficoltà? Quali sono le situazioni collegate anche al contesto mondiale. Non è che si chiudono le finestre e i tetti dell’Europa e si risolve il problema dell’inquinamento: l’Ue produce il 9% delle emissioni globali. Dobbiamo procedere verso obiettivi di cambiamento profondo dal punto di vista ambientale. Ma dobbiamo farlo con serietà e realismo rispetto al sistema produttivo”.

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