Calenda e Gualtieri si scannano su rifiuti e Ama: “A Robè, Zingaretti non ti manda in Siberia se dissenti”

21 Set 2021 11:10 - di Giulia Melodia
Calenda e Gualtieri

Calenda e Gualtieri continuano a dirsene di ogni e a darsele – metaforicamente – di santa ragione. Acque agitate nel centrosinistra. Solo 5 giorni fa, nella sede di Confcooperative Roma, è andata in scena l’ultima scaramuccia tra i due candidati sindaci. L’ennesima occasione di trasformare in un ring il palco elettorale e punzecchiarsi vicendevolmente sui due fronti caldi della campagna elettorale: i rifiuti e le periferie. «Sui rifiuti noto l’attenzione altalenante di Carlo Calenda su San Vittore», ha esordito in quella circostanza Gualtieri, aggiungendo a stretto giro: «Prima dice che serve la bioraffineria come da nostro programma. Ora vuole un nuovo termovalorizzatore». La replica del leader di Azione non si è fatta attendere…

Calenda e Gualtieri: va in scena l’ultimo battibecco

Così, tutt’altro che disposto a incassare con disinvoltura, il candidato sindaco Calenda ha replicato in puro romanesco: «Punto uno: a Roma ci vuole un termovalorizzatore. E Robè, no: non ho cambiato idea, la prima dichiarazione sul termovalorizzatore è di ottobre, prevengo la tua risposta così non ricominciamo con questa storia. Punto due: di certo ci vuole il progetto della bioraffineria ma deve essere raddoppiato San Vittore. Perché la quarta linea non è autorizzata per bruciare. Ve lo dico: senza quella roba lì i rifiuti non li gestiamo».

Rifiuti e municipalizzate: i temi caldi al centro dello scontro

Insomma, le divisioni tra i candidati alzano la temperatura dello scontro e mettono in scena l’ennesimo teatrino di battibecchi e recriminazioni reciproche. I nervi sono tesi, e a meno di due settimane dall’appuntamento con le urne, il fair play delle battute inziali della campagna elettorale ha ormai ceduto il passo al faccia a faccia nudo e crudo che sta caratterizzando il rush finale della corsa per il Campidoglio. Un passo affannato, quello di Calenda e Gualtieri, che tra sgomitate e colpi bassi, anche oggi finiscono nuovamente al centro dello scontro propagandistico per la diatriba su Ama, termovalorizzatore, periferie…

Calenda sferza Gualtieri: «Zingaretti non ti manda in Siberia se dissenti da lui»

E così, con Michetti che tira dritto sereno e sicuro, forte di un programma ufficiale depositato 20 giorni fa in Comune. E con la Raggi che arranca nei sondaggi, più che la controversa alleanza tra Pd e M5S, a tenere banco sui media è lo scontro aperto tra Calenda e Gualtieri. Sono le continue scaramucce tra i duellanti di area dem a rendere animosa la competizione elettorale. Con i due, pronti all’affondo, non proprio in punta di fioretto. Anzi… Un duello elettorale a colpi di bastonate che oggi si aggiorna all’ultimo match. Con Calenda che attacca: «Roberto, il tavolo per Roma l’ho fatto. Non lo propongo. Continui con questa tiritera del termovalorizzatore. Prova a rispondere nel merito. Lo vuoi o no? Vedrai che Zingaretti non ti manda in Siberia se dissenti da lui. E su Municipalizzate, dì qualcosa. Anche di sinistra»…

Gualtieri contrattacca: sui rifiuti Calenda è altalenante…

Gualtieri coglie il richiamo sferzante di morettina memoria, e in un tweet replica a Calenda tuonando: «Dopo averne detto peste e corna oggi Calenda propone la concertazione. Dice di voler un nuovo inceneritore, ma sul suo programma non c’è. Propone un nuovo museo, tecnicamente illegale. La verità è che senza un’idea di città rimangono solo liste di cose. Spesso contraddittorie». Insomma, tra botte e risposte, l’unica certezza di questa campagna elettorale che spacca il fronte di centrosinistra anche su raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti, è che i due candidati sindaci in questione continuano imperterriti a boxare. Saranno gli elettori a stabilire il vincitore ai punti (o meglio in punti percentuali). È la campagna elettorale bellezza. Sono le scintille che imperversano a sinistra…

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