Bulla e maestra tagliano i capelli a una bimba: il padre grida al razzismo e chiede 1 milione di danni

18 Set 2021 17:54 - di Lara Rastellino
maestra taglia capelli bimba

Una bulla in erba e una maestra elementare tagliano i capelli a una bimba. Due volte in due giorni. Il padre fa causa alla scuola per razzismo e chiede 1 milione di dollari per risarcimento. È un caso che sta assumendo dimensioni ciclopiche, quello della bambina americana di 7 anni a cui, una compagna di classe, prima. E la stessa insegnante, il giorno dopo, hanno tagliato i capelli… Jimmy Hoffmeyer, padre della piccola – nata dalla relazione tra l’uomo, di origini afroamericane, e una donna bianca – ha denunciato il misfatto adombrando il sospetto di discriminazione razziale. Un argomento socialmente rilevante e giuridicamente vincente. Tanto che, secondo quanto riporta Usa Today sulla vicenda, a titolo di risarcimento il genitore ha chiesto un milione di dollari. Una cifra esorbitante che per l’uomo che fatto causa alla Mount Pleasant Public Schools, sarebbe l’equo compenso per violazione dei diritti costituzionali. Discriminazione razziale. Intimidazione etnica. Stress emotivo. Aggressione e percosse.

Il caso della compagna e della maestra che tagliano i capelli a una bimba

Un caso controverso, quello che arriva da una scuola del Michigan, finito agli atti di un processo intentato contro l’istituto martedì, presso la corte federale di Grand Rapids. E per cui i dirigenti scolastici in questione hanno già presentato richiamo formale all’insegnante. Esteso anche a due colleghe che sapevano dell’accaduto ma che avrebbero taciuto. Al contempo, però, secondo quanto riferisce stavolta anche il sito di Fanpage, «il consiglio scolastico ha sottolineato però che l’indagine indipendente non ha rilevato pregiudizi razziali alla base del gesto».

Il padre della piccola fa causa alla scuola: chiede il risarcimento di un milione di dollari

Anzi, addirittura, sempre secondo la fonte appena citata. E fermo restando il gesto di bullismo perpetrato dalla compagna di scuola, l’insegnante avrebbe agito con le forbici solo per «livellare il taglio e uniformare l’acconciatura». Una risposta difensiva alla tesi dell’intimidazione etnica ventilata dal genitore della piccola che, per avere giustizia del torto subito dalla figlia, ha evocato finanche lo spettro del razzismo e richiami ai diritti costituzionali. Oltre che, least but not last, rivendicato la cifra milionaria a compensazione dell’offesa ricevuta…

 

 

 

 

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