Bollette pazze, Conte: «Ci pensa il M5S». Se è come ha «sconfitto la povertà», stiamo freschi

mercoledì 15 Settembre 14:07 - di Niccolò Silvestri
Conte

Che cosa ci può essere peggio del previsto rincaro delle bollette? Solo l’annuncio di Giuseppe Conte che i 5Stelle «stanno lavorando per offrire soluzioni». Più che una promessa, una minaccia. Raggelante, se solo si pensa che ogni sortita grillina si è rivelata o tecnicamente impraticabile o politicamente sbagliata. Se l’esito somiglia solo vagamente a quello prodotto dalla «sconfitta della povertà» (copyright Luigi Di Maio), ci conviene toccar ferro sin da ora. A maggior ragione dopo che Conte ha anche invitato i cittadini a «stare certi della nostra forte determinazione a ottenere il calmieramento di queste bollette». Stiamo freschi, pur al netto della propaganda imposta dalla campagna elettorale in corso.

Conte propagandista di se stesso

Già, perché è la premessa del suo annuncio a preoccupare  e cioè l’incontro da lui avuto ieri con Roberto Cingolani, il ministro della Transizione ecologica (Mite) voluto, presente l’intera delegazione pentastellata al governo. Un incontro in pompa magna e strombazzato ai quattro venti con l’obiettivo di ricacciare in gola al super-tecnico voluto da Grillo le sue dichiarazioni filo-nucleare contro «i radical-chic dell’ambientalismo». Esattamente gli stessi che Cingolani giudicava (e giudica) corresponsabili della stangata in partenza per famiglie, imprese e consumatori italiani. Ma in quei radical-chic i 5Stelle, convinti evidentemente che il responsabile del Mite fosse un loro pupazzo, hanno riconosciuto se stessi. Da qui l’esigenza del chiarimento.

Il giallo dell’incontro con Cingolani

Che ci sia stato è noto, come sia finito è vicenda avvolta nel mistero. Conte e i 5Stelle hanno subito cantato vittoria, ma un comunicato congiunto non c’è. Segno che sul nucleare il ministro ha tenuto il punto più di quanto non li abbia tranquillizzati. E lo stesso Giuseppi si è limitato a dire di aver «ricevuto attenzione da Cingolani». E ci mancherebbe, aggiungiamo noi. Ma se tanto ci dà tanto, e sempre al netto della propaganda elettorale, significa che Conte e codazzo ministeriale al seguito hanno fatto la fine dei pifferi di montagna: andarono per suonare e furono suonati. Se così, peggio per loro. Per gli italiani, invece, è uno spiraglio di luce. Se infatti, come pare e come auspichiamo, Cingolani ha respinto l’assalto 5Stelle, abbiamo qualche speranza di evitare la stangata. Come si vede, a toccar ferro non si sbaglia mai.

 

 

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