Acqua di colonia dal tedesco Weber (Ppe): «Se l’Italia vuole un futuro dev’essere europeista»

martedì 21 Settembre 20:18 - di Francesca De Ambra
Weber

Ce lo vedete voi un italiano che, «tomo tomo cacchio cacchio» (copyright Totò), se ne va in Germania a distribuire patenti di «ragionevolezza» ai leader politici tedeschi? O a misurare il tasso di europeismo di quella nazione? O, infine, a minacciare – seppur velatamente – l’assenza di «un buon futuro» senza «un impegno chiaro dell’essere parte dell’Europa»? Manco a dirlo. E vincereste sicuro a scommettere che ce lo rispedirebbero a pedate se solo azzardasse a pensarlo. A parti invertite, invece, noi impieghiamo meno di un istante a srotolare tappeti rossi e ad accogliere come una vera star l’ingombrante ospite. Lo sa bene Manfred Weber, capogruppo del Ppe all’Europarlamento di Strasburgo. Con le connazionali Angela Merkel e Ursula von der Leyen forma la laicissima trinità teutonica che spadroneggia in ambito Ue.

Weber è il capogruppo dei Popolari a Strasburgo

Ufficialmente, Weber è in Italia per il summit dei Popolari europei. Ma poiché da cosa nasce cosa, ne ha approfittato per rinfrescarci la memoria e ricordarci – Draghi o non Draghi – chi davvero comanda a Bruxelles. E così, tra il lusco e il brusco, ci ha detto chiaramente che “no Ue no Pnrr“. Tradotto, significa che se il diversamente ragionevoleSalvini o la sovranista Meloni, una volta vinte le elezioni politiche, non dovessero mettersi in riga, i soldini del Recovery l’Italia li vedrebbe solo con il cannocchiale. Eh sì, la democraticissima Unione Europea funziona così: ogni governante è libero di pensarla come la pensano i suoi omologhi tedeschi. Diversamente, retrocede a Orban e finisce per diventare lui, l’escluso, il pericolo per la democrazia.

No Ue, no Pnrr

È il vero senso delle parole di Weber, che proprio perché incredibili vanno riferite per intero. Eccole: «Per me è molto importante dire chiaramente che se volete un buon futuro per l’Italia, se volete avere lavoro per le giovani generazioni, una crescita economica, servono politici ragionevoli, persone a conoscenza delle questioni, che sanno della dimensione globale dei legami attuali e che sono profondamente europeiste». Capito l’antifona? Se non vi è ancora chiara, sostituite “Ue” con “Germania” ed “europeista” con “tedesco“. Una volta eseguita l’operazione e una volta realizzato che Berlino ci tratta come una colonia, contate fino a mille prima di cedere alla tentazione di spedire a pedate il Crucco a quel paese.

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