Aborto, a San Marino non è più reato. I cattolici di Pro Vita: «Referendum votato da una minoranza»

27 Set 2021 15:51 - di Redazione
San Marino

I cittadini di San Marino dicono “” al referendum propositivo di iniziativa popolare che legalizza l’aborto nella piccola Repubblica del Titano. I dati definitivi attribuiscono ai favorevoli il 77,30 per cento mentre i non hanno totalizzato solo il 22, 70. Ha votato tuttavia meno della metà degli aventi diritto (41,11 per cento), affluenza ritenuta in con la precedente tornata referendaria del 2019. In quell’occasione i sammarinesi votarono sulla legge elettorale sul divieto di discriminazione in base all’orientamento sessuale. Il voto interno si è attestato sul 60,30 per cento, pari a 13.850 voti, mentre gli elettori esteri sono stati 708. Il quesito approvato autorizza alla donna di interrompere volontariamente la gravidanza entro la dodicesima settimana di gestazione.

I “sì” al 77,30%

Può farlo anche successivamente in caso di pericolo per sua la vita della donna o se il feto presenti  anomalie e malformazioni tali da pregiudicare gravemente la salute fisica o psicologica della donna. Brindano ovviamente gli abortisti. «Nei nostri cuori sabbiamo che l’aborto non è più reato e la donna a San Marino diventa persona», ha commentato Karen Pruccoli, presidente di Unione donne sammarinesi. «Non potevamo più aspettare né tollerare – ha aggiunto – l’ipocrisia di dire “da noi non si può fare, andate in Italia perché lì la legge c’é”, con i cittadini costretti a mendicare i diritti nel Paese vicino». Molto critica, invece, la riflessione di Toni Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, che sottolinea come l’esito del voto sia dovuto essenzialmente al fatto che gli elettori di San Marino abbiano in stragrande maggioranza disertato le urne.

Ma a San Marino ha votato solo il 41%

Una minoranza, dunque, ha «ottenuto il diritto di abbandonare le donne alle paure, al dolore e alla solitudine e il diritto di uccidere i bambini più fragili e imperfetti in grembo, addirittura fino al nono mese. E questo è profondamente ingiusto, anche quando legale. Hanno vinto le menzogne sulla pelle delle donne e dei loro figli». Ma a guastare la festa abortista di San Marino ha provveduto personalmente il Pontefice, intervenuto in mattina sul tema nel corso di un discorso alla Pontificia accademia per la vita. «L’interruzione di gravidanza ha scandito Papa Francescoè un “omicidio pari ad assoldare un “sicario” per “risolvere un problema”». «Ma è giusto – ha chiesto – eliminare, fare fuori una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Questo è l’aborto».

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