Tumori, team di scienziati a guida italiana ha scoperto perché possono resistere alle cure

lunedì 9 Agosto 12:21 - di Redazione
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Un risultato importante per i tumori. Ad ottenerlo, un team di ricerca internazionale a guida italiana. È coordinato da Stefano Santaguida dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo). Il team ha scoperto una causa finora sconosciuta dell”invulnerabilità di alcune forme di cancro alle terapie. In gergo tecnico si chiama chemioresistenza. Ed è il meccanismo con cui la cellula tumorale costruisce una barriera in grado di bloccare l’azione dei farmaci, neutralizzandola.

Tumori, l’anomalia cromosomica “aneuploidia”

Lo studio spiega che «all’origine del fenomeno ci può essere una nota anomalia cromosomica chiamata aneuploidia». E cioè, «una variazione nel numero di cromosomi», presente nel 90% circa dei tumori solidi e nel 75% di quelli del sangue. «Il nostro lavoro dà un contributo importante alla comprensione delle cause della chemioresistenza», afferma Santaguida. «È un rischio che incombe anche sui farmaci anticancro più efficaci. Abbiamo dimostrato che la cellula tumorale è capace di sfruttare il proprio “caos interno”. In questo modo sopravvive anche in condizioni di stress importante, quale l’attacco mortale di un farmaco chemioterapico».

In tilt il funzionamento della cellula

Tutto sembra partire proprio dall’aneuploidia, un cambiamento del numero di cromosomi che caratterizza la cellula malata. E si traduce in un’instabilità genetica. «Questa instabilità è alla base del caos cellulare caratteristico dei tumori. Manda in tilt il normale funzionamento della cellula. È come se le cellule stessero continuamente “rimescolando le carte”», esemplifica Santaguida.

Il “poker d’assi” che resiste al farmaco

«Questo continuo rimescolamento», chiarisce lo scienziato, «può essere sfruttato da una cellula tumorale, che così sopravvive. Mette continuamente sottosopra il proprio corredo genetico».  Quando viene attaccata da una molecola di chemioterapico, la cellula malata «può selezionare meglio il suo “poker d’assi”, cioè il patrimonio cromosomico (cariotipo) capace di resistere al farmaco. Questo può spiegare perché in alcuni pazienti la chemioterapia a volte non raggiunge i risultati desiderati».

L’analisi del cariotipo nello studio del profilo dei tumori

«L’implicazione clinica della nostra scoperta è molto rilevante», commenta Santaguida. «Il nostro obiettivo è inserire l’analisi del cariotipo nello studio del profilo dei tumori, che già oggi effettuiamo. E che ci permette una cura più precisa. Lo studio paziente per paziente del cariotipo delle cellule tumorali  potrebbe essere un passo in più verso una medicina più efficace e precisa».

Capire subito i farmaci da utilizzare

«Se individuiamo quale cariotipo provoca chemioresistenza, possiamo capire da subito quale combinazione di farmaci utilizzare per evitare tale fenomeno. E fornire trattamenti maggiormente in grado di eradicare le cellule tumorali. I dati della ricerca oncologica mondiale  confermano che contro i tumori dobbiamo conoscere l’intimo della cellula tumorale. Vale a dire cosa succede al suo interno a livello molecolare. Il nostro studio va esattamente in questa direzione».

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