Tokyo 2020: per gli azzurri è crisi di medaglie. Barelli (Federnuoto) attacca: “Si pensa solo al calcio”

domenica 1 Agosto 10:31 - di Guido Liberati
Tokyo 2020

Tokyo 2020 continua a regalare poche soddisfazioni allo sport azzurro. All’alba ha risollevato il morale degli appassionati italiani la staffetta 4×100 mista maschile. Gli azzurri del nuoto Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Federico Burdisso e Alessandro Miressi (nella foto Ansa) hanno chiuso con il crono di 3’29″17 nuovo record italiano. Oro agli Usa con il nuovo record del mondo (3’26″78) e argento alla Gran Bretagna che migliora il record europeo (3’27″51).

Scherma e ciclismo: bilanci fallimentari

In crisi nera la scherma, dove i risultati sono ai minimi storici rispetto alla tradizione. Dal 1980, Olimpiadi di Mosca, l’Italia non aveva un risultato così negativo. Cinque medaglie, ma nessun oro. E l’oro, ai Giochi, è tutto. Non a caso il medagliere olimpico basa la posizione in classifica delle varie nazioni su quello.

Tokyo 2020: le star del tennis e del basket hanno disertato

Ma gli sport in crisi sono più di uno, nonostante le dichiarazioni di facciata. Il calcio non si è proprio qualificato. Impresa scellerata, col senno di poi, visto che diversi giocatori della nazionale Olimpica hanno poi vinto l’Europeo. Non è sfuggita la polemica di fuoco nel ciclismo, dove il commissario tecnico è rimasto a casa. Come pure il pugilato, che non ha qualificato neanche un pugile per Tokyo 2020 e che si è trovato costretto a puntare tutto sulla boxe femminile (inserita nel programma olimpico da Londra 2012) e sulla bravissima Irma Testa che ha conquistato la prima medaglia (bronzo) tra le donne.

Nel medagliere di Tokyo 2020 solo due ori

Per non parlare del basket dove gli italiani della Nba hanno detto no. Oppure del tennis, dove i nostri italiani (con il tricolore in mano e la residenza a Montecarlo) hanno snobbato esplicitamente (Sinner) o rinunciato all’ultimo (Berrettini).

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nonostante le dichiarazioni di facciata, non nasconde il disappunto per risultati ben al di sotto delle aspettative. Il bilancio della spedizione italiana è di 24 medaglie totali, 2 d’oro, 8 d’argento e 16 di bronzo. L’Italia è dodicesima nel medagliere e la settima Nazione con più medaglie vinte. Un bilancio non esaltante. Non sarà facile migliorare l’edizione di Rio de Janeiro 2016 con 8 ori (28 complessivi).

“Serve una strategia politica per sostenere lo sport”

Non a caso, il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli punta l’indice contro le politiche sportive. «Vedo che il mio caro amico Gravina può parlare col governo per i fondi a ristoro del grande calcio. Sono d’accordo ma non vorrei che si pensasse solo alle squadre professionistiche, già supportate in altri modi, e ci si dimenticasse dello sport di base». Al termine delle gare di nuoto in vasca a Tokyo 2020, dove gli azzurri hanno portato a casa sei medaglie, Barelli, che è anche senatore di Forza Italia, indica il bicchiere mezzo vuoto. «Se non arrivano contributi seri, non elemosine, ai gestori degli impianti di nuoto, questa roba non si vedrà più e verrà meno l’attività motoria in Italia».

Barelli contro il governo: “Le piscine sono costose, non bastano elemosine”

«Le piscine sono delicate e costose da gestire. Serve una strategia per sostenere lo sport in modo pubblico, lo sport non è fare l’imprenditore. Di chiacchiere ne ho sentite tante da sinistra a destra. Ho detto ai miei colleghi in Parlamento che è in gioco la salute degli italiani. In Italia lo sport si fa solo se ci sono le società sportive. Se non arrivano contributi queste cose qui non si vedranno più. Da questo punto di vista i partiti sono tutti assenti. Qui è in gioco la salute dei cittadini. La ciliegina senza la base non esiste, spero che queste immagini positive di una gioventù che si batte serva. Alla gioia – conclude il numero uno della Federnuoto – deve corrispondere anche la preoccupazione e il dolore con impianti già falliti».

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