La ri-vincita di Jacobs, staffettista inglese accusato di doping: “Prima di attaccarmi guardino a casa loro”

venerdì 13 Agosto 15:24 - di Ginevra Sorrentino
Jacobs doping

Chi la fa l’aspetti. Deve essere la prima cosa venuta in mente a Marcell Jacobs alla notizia delle indagini in corso su un presunto caso di doping che ha coinvolto lo staffettista inglese Chijindu Ujah. Un capovolgimento del fronte accusatorio che arriva proprio a ridosso dei sospetti avanzati con veemenza da una parte della stampa britannica – accuse ovviamente prive del benché minimo riscontro o fondamento – piovute addosso al campione olimpico dopo la sua vittoria della medaglia d’oro a Tokyo 2020 nella gara regina dell’atletica: quella dei 100 metri.

Doping, dai sospetti su Jacobs alle accuse allo staffettista inglese

E così, potendo togliersi un sassolino dalla scarpa, Marcell Jacobs commenta le ultime clamorose novità, e ospite di Unomattina Estate, su Rai Uno, l’atleta azzurro sull’incredibile colpo di scena chiarisce: «Le accuse e i dubbi su di me non mi hanno toccato perché so tutti i sacrifici che ho fatto. Credo però che qualcuno dovrebbe guardare quello che hanno in casa prima di attaccare. Pochi giorni fa dicevano tante cose su di me, mentre ora l’accusa è per uno staffettista britannico». La replica del campione olimpico sulle indagini in corso su un presunto caso di doping che riguarda lo staffettista inglese Chijindu Ujah, è netta. Eloquente. Tranchant.

Jacobs, l’accusa di doping: prima di attaccarmi guardino a casa loro

Esattamente come la risposta data in pista alla Gran Bretagna con la conquista dell’oro italiano nella 4×100 maschile ai Giochi di Tokyo. Una vittoria che ha lasciato agli inglesi l’ennesimo secondo posto sul podio olimpico. Una beffa inferta ai britannici con un solo centesimo di secondo. e orta, dopo la beffa in campo, potrebbe arrivare anche il danno d’immagine e sportivo. Già, perché a pochi giorni dalla conclusione delle Olimpiadi di Tokyo, l’Athletics Integrity Unity ha sospeso 4 atleti per «possibili violazioni della normativa anti-doping». Tra questi, come anticipato, figura anche Chijindu Ujah, primo staffettista della squadra inglese della 4×100 che l’Italia ha battuto al fotofinish. Qualora la violazione venisse acclarata, quindi, la Gran Bretagna dovrebbe restituire la medaglia d’argento che i giudici assegnerebbero al Canada. Mentre la Cina conquisterebbe il bronzo.

«La finale che ho fatto possa descriverla in ogni istante»

Ma per la legge matematica che invoca la proprietà transitiva dell’eguaglianza, anche modificando l’ordine dei fattoori, per l’Italia il prodotto non cambia. Il responso delle olimpiadi in staffetta e nei 100 metri, per noi è sempre oro. E porta comunque il nome del velocista azzurro, Marcell Jacobs. Che, proprio sul suo successo nei 100 metri, conclude. «La finale che ho fatto possa descriverla in ogni istante. Ero la persona più serena al mondo ai blocchi. Non avevo nulla da perdere, ho voluto solo divertirmi. Per me è stata una gioia immensa. Mi sentivo pronto». E lo è stato: eccome...

Dopo le accuse di doping a Jacobs su staffettista inglese, ‘prima di attaccarmi guardino a casa loro

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