Giù le mani da latino e greco. I “dem” non sanno neppure che Martin Luther King leggeva Socrate

4 Ago 2021 12:07 - di Camilla Bianca Mattioli
latino e greco

Latino e greco sono le ennesima vittime del politicamente corretto. Le lingue classiche, patrimonio della cultura italiana, sono finite nel mirino della “cancel culture”, che professa la cancellazione dal dibattito pubblico di personalità che sono state accusate di non rispettare, ora o in passato, le minoranze o di avere espresso opinioni discutibili nei confronti di determinati argomenti (in questo caso, gli autori classici nei confronti delle minoranze etniche).

Latino e greco, l’ipocrisia di chi vuole cancellare le lingue classiche

Ne sono esempio recente, la Howard University, a Washington D.C., e l’università di Princeton, nel New Jersey, le quali hanno deciso ultimamente di imprimere una svolta radicale ai loro programmi didattici. I due atenei infatti hanno stabilito che lo studio delle due lingue classiche andrà depotenziato per “favorire il proliferare e il diffondersi di una cultura non razzista e della diversità”. A partire da settembre, la Howard University ha deciso di smantellare il suo dipartimento di studi classici per creare priorità diverse nei piani di studi degli studenti.

La Horward University, uno scivolone

Howard era fino a oggi l’unica Università storicamente nera con un Dipartimento di classics, dall’anno della sua fondazione nel 1867. La decisione presa dall’Università da cui è uscita la numero due degli Stati Uniti, Kamala Harris e che vanta una delle più influenti istituzioni afro-americane di alta cultura, ha suscitato, negli scorsi mesi, polemiche e critiche tra gli intellettuali. «Martin Luther King leggeva Socrate», tuona Cornel West, un luminare degli studi afro-americani e autore di importanti libri sul razzismo come «Race Matters» che al Washington Post definisce questa iniziativa «una catastrofe spirituale», pezzo firmato anche da Jeremy Tate, imprenditore e consulente per le ammissioni al college.

Il rischio di impoverimento culturale

I due autori sostengono che la decisione mandi un messaggio «allarmante» di impoverimento culturale e abbandono del canone occidentale. Il dissenso per l’iniziativa ha subito trovato l’appoggio di molti studenti della Howard University , i quali si sono mobilitati per cercare di mantenere attivo il Dipartimento, protestando sui social media con l’hashtag #SaveHUClassics e lanciando una petizione firmata da più di cinquemila persone.

La scelta incredibile dell’università di Princeton

Quanto all’università di Princeton, i suoi vertici hanno deciso di cancellare l’obbligo per i laureati in materie classiche di conoscere latino e greco per accedere ai corsi di specializzazione. Un docente di questo ateneo, Dan-el Padilla Peralta, ha quindi giustificato la bontà della decisione in questione augurandosi che greci e romani vengano «rimossi dai loro piedistalli», poiché, a suo parere, le lingue classiche sarebbero l’«idioma dell’autorità».

La ribelliione degli ex studenti

Contro la scelta delle due istituzioni culturali sono state inoltre lanciate diverse petizioni, promosse da molti ex studenti, tra cui anche persone di colore, delle medesime università. A detta di alcuni commentatori, la guerra dichiarata dai vertici di Howard e Princeton contro il retaggio artistico e letterario del mondo greco-romano si baserebbe sul presupposto, condiviso da alcuni parlamentari democratici radicali, per cui dalla lingua e dalle opere di autori come Platone o Cicerone deriverebbe la “white culture”, ovvero la “cultura suprematista bianca”, ava di ideologie brutali come il colonialismo, il razzismo, il fascismo e il nazismo.

Latino e greco, la cancel culture è pericolosa

Gli insegnamenti degli antichi, di cui, come già sottolineato, Martin Luther King era paradossalmente un grande estimatore e conoscitore, sarebbero di conseguenza, a dire dei promotori della “cancel culture”, pericolosi e diseducativi. La verità è che per tutti e soprattutto per i giovani sia fondamentale continuare a studiare i classici, caposaldo del nostro patrimonio culturale.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *