Tomaso Montanari sbraita contro «l’eterna cloaca fascista». Ma a invocare le “purghe” è stato lui

giovedì 26 Agosto 13:14 - di Valeria Gelsi
tomaso montanari

Tomaso Montanari ha preso con pacatezza ed eleganza la richiesta di dimissioni da rettore dell’Università per stranieri di Siena, che si è levata da più parti dopo le sue affermazioni negazioniste sulle foibe. «Dalla eterna cloaca fascista sale la richiesta di dimissioni dalla mia carica di rettore (che inizierà a ottobre) per la mia opinione sulla legge della Giornata del Ricordo. Nessuno stupore: i fascisti epurano i professori. Ma, mi spiace, c’è ancora una Costituzione», ha scritto su Twitter, adottando la rodata tecnica sinistra di farsi passare per vittima dopo aver lanciato il sasso.

Montanari fa la vittima, ma sostiene le epurazioni

E, ancora, «qua un’idea di cosa ci aspetterebbe con un governo delle destre neofasciste in termini di repressione della libertà di espressione, e di epurazione dei dissenzienti», ha cinguettato in un altro post, rilanciando un articolo sulla vicenda. Ora, c’è da dire, che tutto il caso è esploso proprio da una richiesta di epurazione veementemente sostenuta da Montanari: quella da direttore dell’Archivio centrale dello Statodi Andrea De Pasquale, reo di non aver dato alle fiamme l’archivio Rauti. È stato in quel contesto, infatti, che Montanari ha espresso le sue tesi negazioniste sulle foibe, ribadite poi di fatto in un tweet in cui invita a leggere Eric Gobetti, l’autore – per capirsi – del libello E allora le foibe?. Ma, si sa, quelle che si levano da sinistra non sono mai richieste di “purghe” o tesi negazioniste, ma sempre e solo legittime battaglie democratiche.

Tutti fascisti, compreso l’ex comunista Migliore

Ugualmente, tutti quelli che la pensano diversamente sono “fascisti”, a prescindere dalla loro storia. Succede così che in quella «cloaca fascista» si debbano ascrivere anche, per esempio, esponenti politici come i parlamentari di Italia Viva, Marco Di Maio, che più volte ha professato fede di antifascismo, o Gennaro Migliore, che fu all’epoca il primo responsabile dei Giovani comunisti del Prc. «Ma vi pare possibile che il Rettore di una prestigiosa Università come quella degli Stranieri di Siena definisca “revisionismo storico” la Giornata del Ricordo? A me no. Chi nega una tragedia come quella delle foibe non ha proprio nulla da insegnare», ha twittato Migliore, spingendo l’eminente accademico Tomaso Montanari a ridisegnare «il vasto arco delle destre», che per la sua convenienza va «da Italia Viva a Casa Pound».

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