Così si stanno muovendo i nostri 007 in Afghanistan per tutelare l’Italia

mercoledì 18 Agosto 16:17 - di Paolo Lami
Afganistan

Sono cinque le direttrici lungo le quali si sta muovendo con grande cautela l’azione dei Servizi segreti italiani in Afghanistan per tutelare la sicurezza nazionale dell’Italia sotto diversi profili dopo il collasso improvviso del Paese con la fuga del presidente e quella di migliaia di afghani disperati e timorosi di ciò che potrà accadere nel prossimo futuro in seguito all’esfiltrazione della Coalizione occidentale e all’arrivo al potere dei temutissimi Talebani.

È stato il neo Direttore del Dis, l’ambasciatrice Elisabetta Belloni, a spiegare questa mattina ai membri del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, com’è stata strutturata l’azione dell’intelligence italiana sul campo in relazione agli ultimi drammatici sviluppi della crisi in Afghanistan.

Il confronto, articolato e approfondito, è durato oltre due ore. E ha consentito di esaminare, ha chiarito il presidente del Copasir, senatore Adolfo Urso, “i vari aspetti che riguardano anzitutto la sicurezza nazionale“.

“Il direttore del Dis – ha rivelato Urso – ha assicurato la prosecuzione del supporto operativo e informativo degli operatori dell’intelligence nel Paese anche al fine di garantire l’evacuazione di coloro che hanno collaborato con la nostra ventennale missione e dei loro familiari. “.

Cinque, dunque, gli aspetti esaminati nella riunione: la situazione sul campo alla luce dell’improvviso collasso delle istituzioni governative; le “figure chiave” che caratterizzano la nuova leadership talebana; la proiezione internazionale del costituendo Emirato anche in riferimento ai diversi equilibri regionali; le minacce terroristiche e le conseguenze sui flussi migratori e sul traffico internazionale di droga; le modalità di evacuazione dei nostri connazionali e dei collaboratori afgani e delle loro famiglie che proseguirà anche nelle prossime settimane.

Il Copasir ha ringraziato il direttore del Dis per la tempestività nel fornire le informazioni richieste “consentendo ai suoi componenti – ha concluso il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Urso – di fare le necessarie valutazioni in tempi congrui con la drammaticità della situazione, nel consueto rispetto della normativa sulla segretezza dei lavori”.

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