Caso Gregoretti, il gup smonta il teorema dell’accusa: infondato il processo a Salvini

giovedì 12 Agosto 18:14 - di Lorenza Mariani
Salvini caso Gregoretti

A tre mesi dalla sentenza di non luogo a procedere contro Matteo Salvini per il caso dei migranti a bordo della nave Gregoretti, il gup Nunzio Sarpietro ha depositato le motivazioni che lo hanno indotto a decidere di non mandare a processo il leader della Lega. Un dibattimento che lo avrebbe visto alla sbarra con l’accusa di sequestro di persona. E che lo avrebbe processato per il suo operato, all’epoca dei fatti, in veste di ministro dell’Interno. Ebbene, le motivazioni depositate e rese note oggi sgomberano definitivamente il campo da polemiche e recriminazioni. Per il gup di Catania, infatti, Matteo Salvini non è stato rinviato a giudizio per il caso Gregoretti perché «il giudizio dibattimentale» sarebbe «del tutto superfluo».

Salvini e il caso Gregoretti: le motivazioni del gup

E perché, si legge ancora nelle motivazioni del non luogo a procedere nei confronti del leader leghista, «a Matteo Salvini non può essere minimamente addebitata alcuna condotta finalizzata a sequestrare i migranti per un lasso di tempo giuridicamente apprezzabile». Dunque, scrive il gup argomentando giuridicamente la sua decisione, «si deve pervenire alla conclusione che la condotta dell’ex ministro Salvini non debba essere ritenuta penalmente rilevante. Dovendosi affermare funditus che gli elementi proposti dal Tribunale per i reati ministeriali di Catania, come legittimanti il rinvio a giudizio, si sono rivelati non fondati».

Caso Gregoretti, non luogo a precedere perché «il fatto non sussiste»

E ancora: «Comunque bilanciati da altri chiari e probanti dati probatori a favore dell’inquisito. Che li elidono o, comunque, li rendono contraddittori. E, soprattutto, inidonei a sostenere l’accusa in un giudizio dibattimentale». Smantellato dunque il teorema dell’accusa. Quello secondo cui Salvini avrebbe ritardato l’attracco della nave con a bordo 131 migranti. Dunque, secondo le motivazioni con cui il gup di Catania ha decretato il non luogo a precedere sul caso Gregoretti, «la formula “il fatto non sussiste”» che il giudice ha adottato «perché l’imputato ha agito non “contra ius”. Bensì in aderenza alle previsioni normative primarie e secondarie dettate nel caso di specie», chiarisce definitivamente ruoli. Responsabilità. E senso del giudizio emanato.

La soddisfazione di Salvini dopo «insulti, invenzioni, attacchi politici di ogni genere»

E come sottolinea lo stesso Salvini dalla sua pagina Facebook, «lo scrive il Gup di Catania nelle motivazioni della decisione di non luogo a procedere nei miei confronti. Dopo tanti insulti. Invenzioni. Intercettazioni “alla Palamara” e attacchi politici di ogni genere, vedere riconosciuta, nero su bianco, la correttezza del mio operato alla guida del Viminale è fonte di grande soddisfazione».

«Purtroppo a settembre sarò a processo a Palermo per un caso analogo: la Open Arms»

Una soddisfazione venata di amarezza perché, come ricorda lo stesso leader leghista, «purtroppo a settembre, per un caso analogo (riguardante la Ong spagnola “Open Arms“), sarò a processo a Palermo accusato di «sequestro di persona»: fino a 15 anni di carcere la pena prevista. Spero che sarete al mio fianco – prosegue Salvini –. Credo di avere dimostrato concretamente da Ministro dell’Interno che cosa si possa ottenere nella gestione dell’immigrazione clandestina, a difesa dell’Italia»…

Salvini e caso Gregoretti, il commento di Giulia Bongiorno

Un dato su cui concorda naturalmente anche l’avvocato di Matteo Salvini, Giulia Bongiorno. Che nel commentare le motivazioni del gup di Catania, prima evidenzia che: «Non ci sono margini di dubbio sull’operato di Matteo Salvini. Le motivazioni della sentenza di Catania sono nitide nell’affermare la piena legittimità. E l’assoluta correttezza dell’agire dell’allora ministro dell’Interno, nel caso dello sbarco dei migranti della nave Gregoretti. E, più in generale, nella politica in materia di immigrazione, portata avanti per tutelare l’ordine pubblico nazionale, nel pieno rispetto della normativa interna e internazionale».

L’ottimismo della Bongiorno sul procedimento pendente a Palermo

Infine, con un occhio al successo di oggi e un altro al procedimento di Palermo, la Bongiorno rileva con ottimismo e sicurezza che: «Gli argomenti della sentenza che, come richiesto fermamente in via principale dalla difesa, escludono con la formula più ampia la sussistenza dell’ipotesi accusatoria avanzata a carico del senatore Salvini, proprio perché analizzano globalmente la linea sul controllo dei flussi migratori del governo Conte I. Passando in rassegna plurimi sbarchi di migranti sulle nostre coste. Avranno inevitabilmente ricadute sul procedimento sul caso Open Arms pendente a Palermo»...

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