Caso Gregoretti, per il pm Salvini non deve andare a processo: «Non ci fu sequestro di persona»

sabato 10 Aprile 11:30 - di Redazione
salvini gregoretti

«Non luogo a procedere», perché «il fatto non sussiste». Nel corso dell’udienza preliminare sulla vicenda Gregoretti la pubblica accusa ha chiesto che non venga celebrato il processo a carico di Matteo Salvini. «Ritengo che la condotta dell’ex ministro dell’Interno non integri gli estremi del reato di sequestro di persona e per questa ragione si ribadisce la richiesta di non luogo a procedere», ha detto il pm Andrea Bonomo di fronte al gup Nunzio Sarpietro.

Il pm: «Non ci fu sequestro di persona»

«Non si può parlare di sequestro di persona», ha detto Bonomo, sottolineando che «il governo condivideva le valutazioni dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e condivideva la sua linea politica, che era quella della collocazione dei migranti». Bonomo ha voluto poi sottolineare la necessità, per la magistratura, di distinguere tra giudizio morale e politico e valutazione degli eventuali reati. «Non che sia giusto e condivisibile, ma – ha chiesto il pm – si può ritenere che l’ex ministro Salvini abbia violato le convenzioni internazionali? Si può definire illegittima la sua scelta di tardare il Pos?». «A mio avviso no» ha chiarito, ribadendo che «non dico che moralmente o politicamente la scelta sia stata giusta, ma non spetta a noi dirlo».

Il caso Gregoretti e le accuse a Salvini

Salvini, presente in aula, è accusato del sequestro di 131 persone nell’estate del 2019 ad Augusta, nel Siracusano. Dopo il pm parleranno le parti civili che confermeranno le loro richieste di rinvio a giudizio dell’ex ministro Salvini. Si tratta di AccoglieRete, Legambiente ed Arci, rappresentate rispettivamente dagli avvocati Corrado Giuliano, Daniela Ciancimino e Antonio Feroleto, e una famiglia di migranti che era a bordo della Gregoretti, rappresentata dall’avvocato Massimo Ferrrante. Alla fine parlerà l’avvocato Giulia Bongiorno.

«Il governo condivideva la linea del Viminale»

Nel corso della discussione, Bonomo ha ricordato la vicenda della nave Gregoretti, e ha ribadito che le azioni di Salvini non sarebbero state «illegittime». Il governo, ha ricordato più volte il pm, «condivideva la linea politica di Matteo Salvini», perché l’intero esecutivo «chiedeva all’Europa un meccanismo diverso per il collocamento dei migranti». Per il magistrato quello «era un principio condiviso da tutto il governo». Per Bonomo «c’era condivisione politica», che sarebbe proseguita anche quando Salvini ha lasciato il Viminale «come dimostra l’accordo di Malta».

Il pm: «Il fatto non sussiste»

«Era di competenza del ministro dell’Interno? Sì certo che lo era», ha chiarito Bonomo, per il quale «se vengono garantite le condizioni dei migranti a bordo» anche «una nave può essere considerata un pos», cioè un place of safety, un porto sicuro. Dunque, per Bonomo, nei confronti di Salvini non si deve procedere perché «il fatto non sussiste».

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