Salvini furioso: passo indietro di Giorgetti? Sono solo cavolate. Lo staff del ministro minimizza

sabato 31 Luglio 10:34 - di Redazione

Nessuno strappo in vista da parte di Giancarlo Giorgetti. Nelle ultime ore, carta stampata e social hanno fatto rimbalzare il presunto malumore del numero due della Lega, che avrebbe manifestato l’intenzione di fare un passo indietro alle prossime elezioni, non ricandidandosi (“Questo è il mio ultimo giro, non mi riconosco più nel progetto”, sono le parole pubblicate dal Foglio che ha lanciato la “bomba”).

Giorgetti e il passo indietro: la Lega smentisce

Parole che dirigenti del partito, ben informati, tendono a minimizzare. “E’ una cosa che non esiste”, sottolinea con l’AdnKronos un parlamentare di primo piano. Dall’entourage del ministro per lo sviluppo economico trapela lo stesso concetto: nessuna smentita ufficiale, si tratta solo di illazioni senza fondamento, etichettate come “stupidaggini”.

Salvini: con Giorgetti rapporti ottimi

Ieri sera è stato lo stesso leader della Lega, Matteo Salvini a spiegare come i rapporti con Giorgetti siano ottimi: “Non ci siamo mai sentiti così di frequente”, ha detto, definendo “cazzate” le voci sul possibile passo indietro del vicesegretario del partito.

L’irritazione di Draghi e gli sbuffi di Zaia

Tuttavia i problemi non mancano. Da un lato c’è l’insofferenza di una parte della Lega (da Zaia a Fedriga fino allo stesso Giorgetti) per la deriva no vax imboccata dal Carroccio e dall’altra c’è l’irritazione di Mario Draghi per quelle piazze sguaiate dove risuonano i “vaffa” di grillina memoria ma dove ci sono anche parlamentari leghisti.

Salvini corregge il tiro sul governo: Draghi di noi può fidarsi

Ecco dunque che a Salvini conviene correggere il tiro. “Matteo – scrive Il Foglio che fa il tifo per la Lega filo-governo e moderata – ha una serie di problemucci sparsi qua e là: deve smentire chi lo accusa di pulsioni no vax e anti governo dopo la manifestazione dell’altro giorno a Roma a cui hanno partecipato i parlamentari più scalmanati. Subito redarguiti da Luca Zaia, un altro big a cui confà il ruolo di contraltare del capo e causa di scorno con Palazzo Chigi… Nel pomeriggio, con la maglietta del Milan club di Montecatini Terme, Salvini si ripresenta per parlare con i cronisti. La strategia è: dimostrare che la Lega è l’unico partito “di cui Draghi può fidarsi”. E che per lui il premier sarebbe sicuramente anche “un ottimo presidente della Repubblica”. Basterà per riconquistare SuperMario? Staremo a vedere.

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