Pechino pronta ad ammettere la “fuga del virus”. Meloni: “Se è vero, Draghi chieda i risarcimenti alla Cina”

21 Lug 2021 14:07 - di Laura Ferrari
Cina covid

“Per un anno e mezzo l’ipotesi che il Covid-19 fosse uscito dal laboratorio cinese di Wuhan è stata bollata come fake news. Ora dalla stampa apprendiamo che la Cina sarebbe pronta ad ammettere l’errore. Il governo, se le indiscrezioni di stampa fossero confermate, dovrebbe chiedere al regime di Pechino i risarcimenti per le vite umane falcidiate e per gli incalcolabili danni economici e sociali. Le migliaia di vittime italiane meritano verità e giustizia. Basta silenzio e omertà”. Così Giorgia Meloni sui Social, commentando le notizie di un accordo imminente tra Cina Usa.

Meloni: “La Cina deve pagare per i danni procurati”


Le considerazioni della leader di FdI arrivano all’indomani dello “scoop” di Tgcom24. “Il virus SARS-CoV-2 sarebbe sfuggito accidentalmente dal laboratorio di Wuhan dove è stato studiato: è questa la versione che la Cina, sulla base di lunghe indagini, sarebbe pronta ad ammettere. Gli Usa, dal canto loro, sono pronti ad accettare le dichiarazioni cinesi secondo le quali Pechino avrebbe saputo della “fuga” del virus solo di recente e dopo oltre un anno di indagini e che verranno perseguiti gli scienziati e i ricercatori che hanno tenuto nascosta la verità impedendo alla Cina di informare tempestivamente gli Stati Uniti e il mondo della grave minaccia”.

Biden pronto ad accettare le “scuse” di Pechino

L’exit strategy dalla pandemia mondiale, secondo il sito di news, avrebbe avuto una soluzione diplomatica. L’accordo tra Washington e Pechino nascerebbe alla luce dei risultati della nuova indagine sulle origini del coronavirus. Un’indagine avviata da Trump e proseguita da Biden. I servizi segreti americani entro settembre presenteranno il report finale. 

Trump aveva ragione sul “virus cinese”

Lo scorso anno, l’allora presidente Trump aveva già dato questa interpretazione definendo il Covid-19 il “virus cinese”. il predecessore di Biden spiegava che la definizione era “appropriata” e “non aveva nulla di razzista” perché indicava l’origine geografica del Coronavirus.

A settembre aveva ribadito il concetto nel suo intervento all’Onu.  “Dobbiamo rendere responsabile la Cina “che ha diffuso questa piaga nel mondo”. Così Donald Trump nel suo intervento in teleconferenza all’Assemblea generale dell’Onu, dove aveva parlato di “virus cinese” e di “nemico invisibile” riferendosi al Covid. A distanza di un anno, quello che i media leggevano come un intervento complottista o razzista, sta invece trovando una sostanziale conferma. 

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