Il fidanzato: Saman è viva, prigioniera in Francia o Spagna di zio Danish e cugino. Il fratello rimasto a depistare

sabato 10 Luglio 11:21 - di Lorenza Mariani
Saman viva

Saman è viva. E zio e cugini la tengono segregata da qualche parte in Spagna o in Francia. Saqib, il fidanzato di cui la 18enne pakistana era innamorata e che la ragazza aveva scelto di sposare, ne è certo: anche se a suggerirgli la tesi che la sua fidanzata di cui gli inquirenti cercano il corpo a Novellara, è il suo cuore. Ma non solo… «Me lo dicono cuore e testa. Secondo me è viva, tenuta segregata da qualche parte dallo zio Danish e dal cugino Nomanhullaq. Che, non a caso, sono irreperibili esattamente come i genitori», spiega al Giorno il 21enne Ajub Saquib, 21 anni, pakistano punjabi, che sospetta – e spera anche – che la ragazza potrebbe trovarsi in Francia o in Spagna.

Saman è viva: il fidanzato Saqib ne è certo

Una speranza e una ipotesi che il giovane rilancia da giorni ormai: anche da ospite in tv. Una convinzione, come anticipato in apertura, suffragata, sì, dai sogni ricorrenti di Saqib che, racconta al quotidiano citato poco fa, «potrei ricordare che la sogno ogni notte: prigioniera dietro delle sbarre o in una piccola stanza. Piange, piange sempre. E mi dice: “amore, aiutami”»… Ma anche corroborata dalla un ragionamento che fa a dire al fidanzato di Saman: «Innanzitutto, non mi fido del fratello di Saman. Che prima ha detto che è andata via. Poi che era stata uccisa. Secondo me il suo è un depistaggio per nascondere il fatto che lei è stata sequestrata. Per questo non è fuggito con i genitori. Gli hanno detto di recitare una parte per sviare le indagini e lui lo sta facendo».

Saman è viva: Saqib usa il cuore e ricorre al ragionamento

Usa il cuore e ricorre alla logica Saqib. E proprio ragione e sentimento lo portano a dire che: «Suo zio Danish Hasnain e suo cugino Nomanhulaq sono irreperibili non perché l’hanno ammazzata. Sono scomparsi perché sono con lei. E secondo me del rapimento è responsabile anche l’altro cugino Irfan, che oggi nega ogni responsabilità. E magari altre persone che non so», prova a ipotizzare il 21enne. Che poi prova anche ad argomentare il perché dei suoi sospetti e delle sue convinzioni. Per esempio perché crede che i sequestratori di Saman possano trovarsi con lei in Francia o in Spagna. Forse, potrebbero essere addirittura anche in Italia…

In Francia la famiglia di Saman ha dei parenti, il cugino fuggiva da lì verso la Spagna

«In Francia la famiglia di Saman ha dei parenti. Ricordo che suo cugino Ikram Ijyaz è stato fermato il 21 maggio dalla polizia francese a Nimes, su un pullman diretto a Barcellona. E il 10 maggio la polizia italiana fermò casualmente per un controllo suo zio Danish proprio a Imperia, mentre era con il fratellino di Saman. Probabilmente stavano andando pure loro in Francia, o in Spagna. Mi paiono indizi importanti, bisogna fare più pressione sul cugino Irfan e sul fratello di Saman. Loro sanno. Perché Saman una volta mi disse: “Qualsiasi cosa fanno in famiglia, tutti lo sanno, sono come una cosa sola”», ricorda nitidamente il fidanzato di Saman…

«Se la famiglia di Saman avesse voluto uccidere qualcuno, avrebbe risolto uccidendo me»

E poi, la logica dicevamo. Ricorre anche al ragionamento stringente Saquib, che non a caso, in conclusione aggiunge: «Se la famiglia di Saman avesse voluto uccidere qualcuno, avrebbe potuto uccidere me. E il problema sarebbe stato risolto. Non c’era bisogno di uccidere la loro figlia. Per questo credo che l’abbiano rapita: per farla sposare a forza», rilancia Saquib a sostegno della sua ricostruzione. E, infatti, il giovane è convinto che prima o poi «il padre di Saman», che tempo gli disse: «Scappa dove vuoi. E io ti trovo e ti ammazzo», prima o poi lui o persone mandate da lui, lo «raggiungeranno e mi uccideranno». Perché sanno che io combatterò sempre per Saman. Quindi: o loro verranno arrestati o io morirò. Ma io farò quello che devo fare. Per Saman: tutto»...

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