Il dramma M5S, tornano a volare gli stracci fra i grillini schiaffeggiati da De Luca

venerdì 16 Luglio 18:23 - di Paolo Lami
Conte e Grillo

La pace armata fra le due facce del Giano bifronte M5S, Beppe Grillo e Giuseppe Conte, dura lo spazio di poche ore. Il tempo di una foto ricordo per i Social. Il tempo di farsi schiaffeggiare metaforicamente dall’arcinemico De Luca.

Poi sull’M5S torna a piovere orizzontale come se non ci fosse un domani.

Le chat dei Cinque Stelle tornano ad arroventarsi divise fra gli irriducibili seguaci di Conte e chi, invece, pratica l’hic stabimus optime nel governo Draghi.

Non solo, ad arroventare il clima c’è anche la questione giustizia per la riforma Cartabia sulla quale Conte e il suo manipolo non vogliono cedere di un millimetro.

Ma, soprattutto, sul clima avvelenato piovono le notizie, non proprio confortanti, che arrivano in queste ore. E che riguardano l’orizzonte temporale oltre il quale l’M5S è dato per non pervenuto.

I sondaggi più recenti certificano che la frana dell’M5S è dovuta all’incertezza che regna sovrana fra i grillini.

Dall’altra parte chi sta incollato agli strapuntini del governo ricorda agli ex-amici che Draghi gode un un consenso smisurato.

Insomma, quando in casa grillina c’è da litigare gli argomenti non mancano mai.

I numeri, d’altra parte, sono spietati: in 2 mesi M5S ha perso altri due punti precipitando al 15 per cento. È la caduta non sembra potersi arrestare.

Nessuno può nascondersi il motivo di tanta sfiducia fra gli ex-elettori M5S. Intanto la questione dello Statuto. E, poi, la guerra che i pretoriani di Conte fanno a Mario Draghi.

Ma l’ex-premier lascia sul tavolo meno 9 per cento di popolarità.

Potrebbe non essere un gran problema se non fosse che, di contro, la popolarità di Draghi cresce, inversamente, a ritmi sostenuti.

L’attuale presidente del Consiglio piace, praticamente, a 3 italiani su 4 arrivando a toccare il 74% contro il 59% di Conte.

Un campanello d’allarme che non tutti sembrano cogliere. Sicuramente non lo colgono i pasdaran dell’avvocato pugliese.

Draghi cresce e ogni volta che gli andiamo contro perdiamo noi. Per quanto tempo ancora ci dissangueremo?”, si chiedono sulle chat M5S i più pragmatici.

Scrive un altro: “quando Conte si mette in testa di andare contro Draghi perdiamo consenso“.

E un altro deputato grillino deluso dal nuovo corso contiano gli fa eco: “Forse adesso che i sondaggi danno ormai stabilmente in calo pure lui (Conte), si convincerà di non farci immolare per una causa persa“.

Dal canto suo l’ex premier, tuttavia, da questo orecchio non sembra sentirci.

Chi gli è vicino assicura che darà battaglia sulla riforma della Giustizia firmata dalla guardasigilli Marta Cartabia e, in particolare, sulla prescrizione ritenuta dall’avvocato di Appula “un’anomalia italiana”.

Nei prossimi giorni il leader M5S investito da Grillo vedrà il premier Draghi proprio per parlare della spinosa questione della giustizia, tema che è stato anche al centro di un’accesa assemblea congiunta domenica scorsa, a poche ore dalla finalissima degli Europei di calcio.

Nel frattempo c’è da blindare il discorso leadership. Tra oggi e domani si saprà la data del voto sullo statuto, che verrà pubblicato prossimamente sul nuovo sito del M5S.

Gli iscritti M5S avranno a disposizione uno spazio temporale per presentare le proprie  osservazioni.

Dopodiché la rivoluzione ‘contiana’ dovrebbe poter avere inizio, con la scelta delle figure che andranno a comporre gli organi del neo Movimento.

Si parte dai vice di Conte che saranno chiamati ad affiancare l’ex-premier: i nomi in pole sono quelli dei contiani Stefano Patuanelli, Paola Taverna, Lucia Azzolina, Mario Turco.

Ma si parla anche della sindaca torinese Chiara Appendino e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Spetterà invece a Grillo designare i membri degli organi di garanzia: collegio dei probiviri e Comitato dei garanti.

In tutto questo bailamme i grillini devono pure prendersi gli schiaffi metaforici del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Che in un video su Facebook lì dileggia senza pietà.

“Non posso non sottolineare l’importanza di un evento a cui abbiamo assistito in queste ore. So che tanti di voi non dormivano la notte pensando al conflitto fra Grillo e Conte. Ci è arrivata in queste ore una foto che ci ha portato serenità nelle famiglie. Abbiamo visto Conte e Grillo riuniti a Marina di Bibbona in un ristorante presso la Villa corallina, così mi pare si chiami, la casa di Grillo, accomunati in un quadretto a metà fra bucolico e gastronomico. Che commozione“.

“Ho visto Grillo con una camicia hawaiana, Conte con una t-shirt da ‘cioè’, i sedicenni che ogni dieci secondi mettono un ‘cioè’ quando parlano. Quindi dopo 6-7 mesi di tormenti e tormentoni – infierisce De Luca – pare che questa vicenda si vada concludendo, almeno per le prossime 48 ore. Io mi sono sentito davvero consolato, rasserenato da queste immagini, non potevo non confessarlo. Quello che mi colpisce in genere di fronte ai rivoluzionari è il fatto che soffrono sempre nelle ville, a Genova, Costa Smeralda, costa toscana, nelle ville si soffre meglio. Dunque anche in questo caso abbiamo letto sui giornali che hanno ripreso a parlare dell’Italia tra un’inzuppata nel brodino di caciucco e un boccone di spigola. Volevo esprimere questo mio sentimento di commozione e volevo anche alleggerire il quadro che abbiamo davanti. C’è speranza per tutti quanti noi, si sono messi d’accordo”.

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