Galli s’impiccia pure degli inglesi e vede sempre nero: Johnson riapre tutto? Non fa il bene comune

mercoledì 7 Luglio 14:33 - di Prisca Righetti
Galli

Galli s’impiccia pure degli inglesi: «Johnson riapre tutto? Non sceglie il bene comune». Intanto Londra procede spedita verso la normalità… Non è una novità che i nostri virologi, tra i più gettonati dalle tv di casa nostra, rivestano ormai le logori vesti di profeti di sventura. Già alla vigilia delle riaperture del Belpaese, molti di loro – per fortuna non tutti – tuonarono con infausti presagi e fosche previsioni: «Riaprire? Costerà migliaia di morti e contagi in risalita».

Galli s’impiccia pure delle riaperture inglesi di Johnson

Come si è visto, poi, fortunatamente, le cose sono andate ben diversamente. Al punto da costringere gli esperti pessimisti a roboanti retromarcia. Eppure, il vizio di fare le Cassandre salvo poi ricredersi all’ultimo, resta una tentazione troppo forte a cui resistere. E così Galli ci ricasca: e rilanciando allarme sanitario e necessità di un estremo rigore istituzionale, si cimenta nel commentare anche i fatti londinesi. «Boris Johnson fa una scelta politica. Non mi pare una scelta per il bene comune della nazione, mi permetta di dubitarne…» tuona il professore del Sacco di Milano, rispondendo così alle domande sulla scelta dell’Inghilterra.

Ma anche sull’Italia il giudizio è altalenante

Ma tant’è: il premier Boris Johnson ha annunciato la riapertura totale dal 19 luglio. Dunque: via la mascherina. Stop al distanziamento sociale, anche se è previsto un aumento dei casi e un inevitabile numero di morti. E in Italia? Anche su questo Galli non scioglie del tutto positivamente la prognosi. E tra un colpo al cerchio e uno alla botte, sottolinea: «Abbiamo vaccinato molto. Non abbastanza. Ma molto. Siamo ragionevolmente sicuri. La variante Delta e la variante Delta Plus possono infettare anche i vaccinati: ma chi è vaccinato non viene mandato in ospedale o in rianimazione. Salvo alcuni disgraziatissimi casi di persone che non hanno risposto alla vaccinazione».

Galli: «Tra poco troveremo solo varianti Delta»…

Insomma, per il virologo milanese dobbiamo considerare tutto e il contrario di tutto. Anche perché, rilancia il responsabile di malattie infettive del Sacco a L’aria che tira-estate – «queste varianti hanno una capacità più marcata di diffondersi: tra poco troveremo solo varianti Delta, il punto è capire quante ne isoleremo», dice Galli. E l’incubo, mai superato, torna prepotentemente a riaffacciarsi. Almeno nelle dichiarazioni altalenanti dell’esperto.

Galli: «Non si può pensare di fare a meno del vaccino»…

E ancora. «Il virus è in grado di colpire ancora in maniera dura le persone a maggior rischio. In questo momento le infezioni riguardano persone giovani e in buona salute, quindi avremo molti asintomatici. Ma sia ben chiaro che un 65enne, se non si è voluto vaccinare, se si becca l’infezione è a rischio. Non bisogna pensare di poter fare a meno del vaccino perché gli altri si sono vaccinati: questa variante può fare danni almeno come le precedenti», aggiunge Galli. E infine, sempre in ossequio all’oscillazione tra si e no, Galli conclude: «Riapertura delle discoteche? Se siamo in grado di aprire con regole rigorose, la discoteca può diventare persino un ambito di prevenzione e di informazione. Se però non siamo in grado di applicare niente…». E ancora una volta la prognosi resta riservata...

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