Cuba, non si ferma la repressione del regime: 5000 arresti. E l’Avana revoca i dazi

giovedì 15 Luglio 8:44 - di Redazione

Non si fermano le proteste a Cuba. Con migliaia e migliaia di persone in strada in tutte le principali città dell’isola. Per manifestare contro il regime e contro una crisi economica diventata insostenibile.

Cuba, il governo revoca i dazi

Prime concessioni del governo cubano dopo le sollevazioni iniziate domenica 11 luglio. L’Avana o ha autorizzato l’ingresso temporaneo “senza limiti” nel Paese di generi alimentari, prodotti da toeletta e medicinali. Tutte merci che scarseggiano nel mercato nazionale,  senza il pagamento di tariffe. Queste importazioni saranno consentite da lunedì prossimo fino al 31 dicembre 2021.  Lo ha annunciato in televisione il primo ministro Manuel Marrero Cruz. “La revoca dei dazi – ha detto – era una richiesta fatta da molti viaggiatori ed era necessario prendere questa decisione”. Dopo il 31 dicembre il governo valuterà.

5000 arrestati nella tre giorni di fuoco

Sono più di cinquemila le persone arrestate durante i tre giorni di proteste. Tra cui 120 attivisti e giornalisti. Lo rende noto un rapporto diffuso dal sito 14ymedio. Che cita fonti della società civile. Brutali i metodi usati dalle forze della sicurezza nei confronti dei manifestanti. Come è testimoniato dai filmati diffusi da Human Rights Watch.

Ripristinato l’accesso a internet

Ma le proteste non si fermano, dopo la prima vittima riconosciuta ufficialmente anche dal governo. Un uomo di 36 anni morto durante gli scontri con la polizia alla periferia dell’Avana. Basta dittatura, siamo alla fame. È il grido di dolore del popolo. Dopo giorni “al buio”, il governo di Cuba ha autorizzato il ripristino dell’accesso a internet da parte della popolazione. La situazione rimane invece sempre difficile per quanto riguarda l’uso delle reti sociali. E le applicazioni di messagistica come WhatsApp, Twitter e Facebook, attraverso le tecnologie di quarta e quinta generazione (4G e 5G). Internet permette fondamentalmente alla popolazione di accedere a informazioni all’esterno dell’isola caraibica. Mentre le app stanno diventando il principale veicolo di comunicazione comunitaria.

Gli appelli per la liberazione degli attivisti

Intanto si moltiplicano gli appelli per  liberare gli attivisti e i rappresentanti dei media rinchiusi in cella. La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha ribadito come gli Usa chiedano il rapido rilascio dei manifestanti cubani “ingiustamente detenuti”.

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