Calenda vuole i voti della destra e cerca di ridicolizzare Michetti. Roma antica può essere un modello?

sabato 31 Luglio 8:54 - di Adele Sirocchi
Calenda Michetti

Cominciamo da Carlo Calenda. Ultimo nei sondaggi sulle amministrative a Roma ha deciso di infilzare Enrico Michetti sui social, puntando ai suoi voti. Così, ha montato un video in cui Michetti, nel primo dibattito a quattro con gli altri candidati, parla della Roma dei Cesari e di Ottaviano Augusto in un discorso che appare disconnesso dalla realtà. Ma, ovviamente, non è tutto quello che Michetti ha detto.

Il colpo basso di Calenda contro Michetti

E’ il primo, pesante attacco. Il primo colpo basso di una lunga campagna elettorale dove peraltro Michetti ha già detto che non intende lasciarsi andare all’insulto. Alla mossa di Calenda ha fatto seguito una coda interessante: oggi Repubblica e la Stampa riferiscono di una insoddisfazione di Lega e Forza Italia per le performance di Michetti. Si racconta anche che Giorgia Meloni gli avrebbe chiesto un cambio di passo: meno excursus storici e più attualità, please. I soliti anonimi prevedono scenari catastrofici: “Non arriva a settembre”.

Il video di Michetti tagliato ad arte, Calenda vuole farne una macchietta

Ma Michetti sempre primo è, nei sondaggi, segno che gli altri non risultano poi così convincenti: ha il 29,1%, seguito da Gualtieri col 25,8% e dalla Raggi col 24,7%. Il film che si è fatto in testa Calenda è semplice: non attacco Gualtieri ma il candidato di destra, perché se posso pescare voti è in quell’ambiente. Così dà in pasto Michetti alla furia social con un video, come si è detto, tagliato ad arte.

Ma gli altri tre candidati hanno detto cose così fondamentali?

Nei commenti, si scatena il delirio: sembra più Verdone o Alberto Sordi? Ma non è per caso più simile a Cetto La Qualunque? Ma quando comincerà Crozza a farne l’imitazione che ci mettiamo con i pop corn e ci facciamo due risate? Pure Giuliano Ferrara commenta: “Non mi sono mai divertito tanto, ma c’è da tremare”. Davvero? Dopo la Raggi che tremori vuoi più avere?

La Ferrari della Raggi e gli acquedotti dell’antica Roma

Ora, quanti si sono presi la briga di ascoltare quanto hanno detto al festival dell’Architettura gli altri tre candidati? Ne vogliamo parlare? Virginia Raggi ha esordito così: “Roma quando sono arrivata era come una Ferrari, ma stava ferma, io l’ho ricostruita e l’ho rimessa in moto”. Senza commento. Calenda si è messo a parlare del collegamento tra gli atenei e gli istituti tecnici della Capitale che sono troppo pochi. Ma si candida a sindaco o a ministro della Pubblica istruzione? Gualtieri ha tirato fuori lo slogan della città di 15 minuti. Il cittadino deve raggiungere i servizi del proprio quartiere in 15 minuti. Cioè più o meno il tempo che gli ci vuole per spostare la macchina attendendo che quello in doppia fila si tolga di mezzo. Tempo raddoppiato se attende un autobus. Tempo allungato all’infinito se si rompe la metro. Cosa che accade almeno due volte a settimana. Questo il quadro. Ora, tirando le somme, chi è che prende più in giro i romani? Gli altri tre candidati o quello che con una certa dose di ingenuità si mette a dire che gli acquedotti dell’antica Roma erano meravigliosi?

Il sindaco deve amministrare bene. E basta

Ma c’è un altro elemento da considerare. Un sindaco deve essere un buon oratore o un buon amministratore? Possibilmente, certo, entrambe le cose. Ma occorre anche ricominciare a – direbbe il Michetti appassionato di storia antica – dare a Cesare quel che è di Cesare. Il sindaco deve assicurare servizi efficienti. Punto. Basta. E Michetti è l’unico che lo ha detto. Roma ha bisogno di essere una città normale, cioè funzionante.

La gente è stanca di vuoti slogan

Gli slogan, i programmi, le chiacchiere, i progetti, la “visione della città”, la città inclusiva, la rigenerazione della comunità, il sindaco-sceriffo, la valorizzazione delle periferie, il futuro, le grandi sfide tecnologiche. Questa è tutta roba da dibattito. Passerelle da talk show. La gente nemmeno ascolta più. E, se ascolta, s’incazza quando torna a casa e le strade sono buie, i cassonetti stracolmi e le buche ti rovinano il ciclomotore. Alla gente di queste vuote formule non frega nulla. E alla fine la gente sceglie tra chi ti imbottisce di suggestioni e chi ti cita Ottaviano Augusto.

 

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