Scontro Bersani-Meloni su Speranza. La leader di FdI: con lui Italia senza un piano pandemico, di che parli?

martedì 15 Giugno 15:39 - di Adele Sirocchi
Bersani

Scontro social tra Giorgia Meloni e Pierluigi Bersani. Tutto nasce dalla valutazione, fatta ieri sera a Otto e mezzo, da Pier Luigi Bersani sulla gestione della pandemia da parte del ministro Roberto Speranza. “E’ il capitano della nave che ci ha portato fuori dalla tempesta”, ha detto il leader di Articolo Uno. Una frase che ha fatto sussultare più di un telespettatore.

Meloni: Speranza capitano? Speriamo lasci la nave al più presto

Ma Giorgia Meloni non la pensa così e via social la presidente di FdI è andata all’attacco: “Speranza. Quello del coprifuoco insensato, del piano pandemico mai attivato, dei verbali della task force tenuti nascosti, colui che non ha mai ascoltato i medici sulle terapie domiciliari. Se Bersani sta parlando della stessa persona, speriamo che abbandoni la nave al più presto…”, scrive su twitter.

La replica di Bersani

A stretto giro la replica di Bersani: “Meloni. Quella che il coprifuoco alle 23, applicato in mezzo mondo, era ‘un sopruso liberticida, un guinzaglio messo al collo degli italiani’. Con un capitano così, dove sarebbe la nave?”, si chiede il leader di Articolo Uno.

Un anno fa Bersani parlava di cimiteri pieni di morti con la destra al governo

Non è la prima volta che Bersani, per coprire la totale inadeguatezza di personaggi come Speranza e prima di lui Giuseppe Conte, se la prende con una immaginaria destra al governo che avrebbe gestito la pandemia in modo peggiore dell’accoppiata M5S-Pd. Un anno fa disse con estremo cattivo gusto che con la destra al governo i cimiteri si sarebbero riempiti di morti. Una lugubre uscita che si attagliava perfettamente ai disastri compiuti invece dal governo di centrosinistra che può vantare il triste record dei morti Covid nel mondo: terza per tasso di letalità.  

Quando Bersani asseriva che il virus era italiano e non cinese…

Ma Bersani è anche colui secondo il quale il virus non era cinese ma “autoctono“: a febbraio 2020 insinuava infatti che il virus anziché arrivare dalla Cina era già in casa nostra quando l’Oms lanciava l’allarme sulla pandemia. Insomma, per faziosità e pregiudizio, Bersani ha sparato già troppe castronerie. Tra le quali spicca la medaglietta assegnata al “compagno” Speranza. E non ultima la citazione sul coprifuoco, che in Italia era fissato alle 22 e non alle 23.

Speranza è così inadeguato che ha scritto un libro sulla fine della pandemia mentre il peggio doveva ancora venire

Solo Bersani non ha preso ancora atto, dunque, di quanto sintetizzava Maurizio Belpietro in un suo editoriale di pochi giorni fa: “Che Roberto Speranza non fosse il ministro adatto a portare fuori l’Italia dalla pandemia lo avevamo capito più di un anno fa. Non soltanto per la clamorosa sottovalutazione del coronavirus nei mesi di gennaio e febbraio, quando ancora l’emergenza non aveva mietuto decine di migliaia di vittime (di lui rimarranno scolpite nella storia le frasi con cui definiva l’Italia prontissima ad affrontare il Covid), ma anche per la gaffe con cui in un libro celebrò la fine dell’epidemia sebbene il peggio dovesse ancora venire”.

 

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