Saman, in un sms la trappola mortale della madre: «Torna a casa, senza di te stiamo morendo»

mercoledì 16 Giugno 12:49 - di Francesca De Ambra
Saman

Saman attirata in una trappola mortale dalla sua stessa madre. È a dir poco raccapricciante la pista su cui stanno lavorando gli inquirenti alla luce del sms inviato dalla donna alla figlia nel dicembre scorso. «Ti prego fatti sentire, torna a casa. Stiamo morendo. Torna, faremo come ci dirai tu», vi si legge. Secondo quanto riporta la Gazzetta di Reggioquello che chiunque avrebbe decifrato come l’accorato appello di una madre disperata nascondeva in realtà un messaggio di morte. Una trappola, appunto. A dicembre, infatti, la giovane pakistana aveva trovato rifugio in una comunità protetta per sfuggire al destino che i suoi genitori avevano deciso per lei: sposare contro la sua volontà un uomo di 53 anni. Una sorte per lei inaccettabile, alla luce dell’amore che la legava ad un ragazzo, suo connazionale. Tanto da denunciare i suoi per quelle nozze combinate.

E Saman lasciò la comunità protetta

Con queste premesse era scontato che l’sms materno le apparisse come una sorta di bandiera bianca, una resa delle convenienze familiari alle ragioni del cuore. Ma non era così. Né il padre ShabbarNazia Shaheen, la madre, avevano voglia di arrendersi. Tutt’altro: dietro quel messaggio avevano già apparecchiato la tragica sorte della figlia. Che nulla fosse cambiato, Saman se ne accorge sin da quando il 22 aprile fa ritorno nella casa di Novellara, nel Reggiano. Circa un mese dopo, infatti, la 18enne scompare. E tutto, ma proprio tutto, autorizza a presumere che sia stata uccisa dalla famiglia. Al momento, il quadro delle indagini vede sotto accusa  padre e madre, entrambi latitanti, forse in Pakistan.

Si scava ancora alla ricerca del corpo

Per entrambi il reato ipotizzato è l’omicidio premeditato. In concorso con loro, lo zio Danish Hasnain, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, e i cugini Nomanulhaq e Ikram Ijaz. Quest’ultimo è recluso nel carcere di Reggio Emilia. È l’unico finito in manette dopo essere stato fermato in Francia il 28 maggio scorso mentre tentava di raggiungere la Spagna. Interrogato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel frattempo, continuano le ricerche del corpo di Saman. Stando ai filmati delle telecamere e le ricostruzioni degli inquirenti, i suoi resti si troverebbero nei terreni dietro l’abitazione della famiglia. I carotaggi nel terreno proseguiranno ancora oggi. Ma la zona è vasta e manca un’indicazione precisa.

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