Rino Gaetano, 40 anni fa la tragica morte. Da “Aida” a “Gianna” le sue 10 canzoni più belle (video)

martedì 1 Giugno 18:25 - di Luisa Perri
Rino Gaetano

Un terribile incidente stradale su via Nomentana, il 2 giugno 1981, portò via a soli 31 anni, Rino Gaetano. Uno dei cantautori italiani più omaggiati e citati. Apprezzato più dopo la morte che durante la sua breve carriera.

Nato a Crotone, Salvatore Antonio Gaetano (all’anagrafe) debutta nella discografia italiana nel ’73 per la It con un 45 giri nel quale interpreta sotto lo pseudonimo di “Kammamuri’s“, una canzone intitolata “I love you Marianna”. Nel 1975 pubblica il 45 giri Ma il cielo è sempre più blu, una sorta di filastrocca sui vizi e le contraddizioni della società di quel tempo. Nel 1976 esce il suo secondo disco intitolato Mio fratello è figlio unico che contiene Berta filava. Con i successivi “Aida” (1977) e “Nuntereggaepiu‘” (1978), riscuote consensi sempre più consistenti, fino ad ottenere un vero e proprio trionfo con la canzone “Gianna” al Festival di Sanremo del 1978, con cui si piazza terzo e stabilisce un record di vendite. Nel 1979, l’album Resta vile maschio dove vai che lancia “Ahi Maria”. Entra in crisi artistica nel 1980 dopo aver inciso l’album “E Io ci sto”. Alle prime luci dell’alba del 2 giugno 1981, perde la vita tornando a casa in un tragico incidente automobilistico sulla via Nomentana a Roma.

La grande notorietà con Gianna al Festival di Sanremo

Con Gianna Rino Gaetano irrompe a Sanremo con una canzone definita “non sense”. Smonta i luoghi comuni e conquista il pubblico. Al Festival dei Fiori, dove cuore fa sempre rima con amore, il cantautore calabrese (supportato dal gruppo dei Pandemonium) prende in giro giuria e platea. Risultato: terzo posto. Ma rimane nell’immaginario popolare il vincitore assoluto.

Il profetico “Spendi spandi effendi”

Petrolieri arabi, consumismo e crisi della benzina. È il 1977. In tre minuti con Spendi spandi effendi Rino Gaetano racconta la situazione degli anni ’70 e della crisi petrolifera meglio di un saggio di economia. Con ironia graffiante e amara.

Aida, la storia d’Italia raccontata in 4 minuti

In Aida, la storia d’Italia raccontata attraverso gli amori e gli umori di una donna che si chiama Aida. Quasi un caustico Bignami della storia d’Italia, declamato al ritmo di una marcia, in un dissacrante inno nazionale.

Ma il cielo è sempre più blu, un inno alla speranza

Ma il cielo è sempre più blu, una delle canzoni più note di Rino Gaetano. Saccheggiata da partiti politici, spot pubblicitari, cantanti di talent show, è soprattutto un capolavoro nella sua originalità. Scritta smontando tutte le regole di scrittura di un testo. Uno sterminato e amaro elenco di peccati e peccatori, vittime e carnefici dell’Italietta degli anni ’70. Ancora più attuale, anche a distanza di 40 anni.

A mano a mano, Rino Gaetano e lo scippo a Cocciante

A mano a mano Il brano è un classico del repertorio di Riccardo Cocciante. Quando Rino Gaetano la esegue con i New Perigeo, nella tournee che vedeva i due cantautori impegnati insieme, nessuno si aspetta che la canzone diventi altro, una cosa completamente diversa. Non è più una cover, ma un brano che si plasma sulla pelle di Rino. Lui, che ha sempre faticato a cantare l’amore, con il brano di Cocciante si sente in libera uscita e si permette una interpretazione struggente e irripetibile.

Mio fratello è figlio unico, un brano controcorrente

Mio fratello è figlio unico rompe gli schemi della musica popolare e descrive un italiano che non si rassegna all’omologazione. Una canzone d’autore dirompente, capace di strappare sorrisi anche nei passaggi più crudi. Una canzone di denuncia, senza perdere la leggerezza.

Nun te reggae più, antesignano del Vaffa di Grillo

Nun te reggae più fece infuriare i potenti e tutte le caste d’Italia. Uno dei maggiori successi di vendite di Rino Gaetano. Il coraggio (o la follia) del cantautore calabrese, quello di fare nomi e cognomi dei potenti, nomi di partiti, industriali, calciatori, vip, giornalisti, sportivi. Antesignano del Vaffaday di Beppe Grillo.  Anche in questo caso,  basterebbero poche modifiche e qualche aggiornamento nei suoi protagonisti, il brano rimane più attuale che mai.

Sfiorivano le viole, raffinato esercizio di stile

Sfiorivano le viole è un esercizio di stile dell’artista calabrese. Qui affianca personaggi, figure e situazioni che non hanno alcun nesso tra loro, nel più puro non sense. Cifra autoriale dello stesso Rino Gaetano.

Rino Gaetano e la lettura “complottista” di Berta Filava

Berta filava in tempi recentissimi è addirittura stata letta come un testo criptico. Una specie di messaggio in codice relativo a presunti poteri forti. In realtà, è la rivisitazione di una filastrocca antica come è antico il mondo. Resistente al tempo e alle mode, proprio come le canzoni di Rino Gaetano.

“Ahi Maria” la dedica di Rino Gaetano alla mamma o a Che Guevara?

La grandezza di Rino Gaetano sta anche nelle sue canzoni che hanno diverse interpretazioni. Come Ahi Maria, una canzone d’amore, la più scontata. Oppure, ad ascoltare i fan del cantautore calabrese sarebbe addirittura Che Guevara. Rino rimpiange la voglia di lottare per cambiare il mondo, voglia che è morta simbolicamente con Che e che le agiatezze illusorie. Il caimano nero sarebbe Fidel Castro. C’è chi, neanche fosse il Codice da Vinci, consiglia di unire Baja e El Salvador (non Salvador di Baja) e guardare quali nazioni sono sullo stesso parallelo. Cuba e La Bolivia, dove trova la morte Che Guevara. Per altri, invece, Maria non sarebbe altri che sua madre che, appunto, si chiamava Maria. L’unico grande amore del tipico maschio italiano.

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