Migranti, naufragio a Lampedusa: morte 7 donne. Rivolta dei sindaci: ma Draghi continua a tacere

mercoledì 30 Giugno 11:37 - di Martino Della Costa
migranti Lampedusa

L’ennesima tragedia del mare al termine di una notte di sbarchi a Lampedusa. Dove, nell’arco di poche ore, sono approdati 256 migranti, accompagnati, o in via di trasferimento, nella struttura di contrada Imbriacola. Un centro al collasso endemico, dove oggi si arriverà a registrare la presenza di 660 ospiti, a fronte di una capienza massima prevista per 250 persone… Sono coloro che sono riusciti ad arrivare. Mentre molti altri, come le vittime dell’ultimo naufragio, non ce l’hanno fatta: e sono i 7 morti – tutte donne subsahariane – e i 9 dispersi, che si stanno cercando, dopo che all’alba nelle acque tra Lampione e Lampedusa, l’imbarcazione partita il giorno prima dalla Tunisia si è ribaltata.

Migranti, naufragio a largo di Lampedusa: tutte donne subsahariane le 7 vittime

Un dramma che solo in 48 sono riusciti a scampare e che rende comunque tutti vittime di una politica europea fallimentare votata a fare spallucce e a tacere. E una catastrofe che fin qui il governo Draghi – come tutti quelli che lo hanno preceduto – continuano a non affrontare risolutivamente.. Così, ancora una volta, mentre Francia, Malta chiudono i porti e altri Paesi partner sbarrano gli accessi alle frontiere, l’Italia affronta in solitudine l”ultima tragedia del Mediterraneo. Mentre accoglie i 48 superstiti, già sbarcati al molo Favaloro sulle motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia costiera. E con le ricerche che proseguono ininterrotte le ricerche dei dispersi nel tratto di mare dove è avvenuto il naufragio. E con la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, che ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, per ricostruire quanto accaduto.

Migranti, naufragio a largo di Lampedusa: la Procura di Agrigento apre un fascicolo

Dunque, la Procura di Agrigento, come apprende l’Adnkronos, ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per il naufragio avvenuto all’alba di oggi al largo di Lampedusa, costato la vita ad almeno sette migranti. Mentre altri 48 sono i superstiti. Il Procuratore Luigi Patronaggio, che coordina l’indagine, sta valutando se disporre l’autopsia sui corpi. E cercando scafisti e basisti in Tunisia. Da quanto apprende l’agenzia di stampa, la Procura agrigentina avrebbe aperto il fascicolo per naufragio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Quindi, si stanno cercando gli scafisti: con ogni probabilità tunisini, che avrebbero portato la barca poi naufragata davanti alle coste di Lampedusa. Quando, secondo quanto riferito dal procuratore siciliano, «alla vista delle motovedette della Guardia costiera, i migranti a bordo si sono spostati su un lato della barca e si sono sbilanciati». Così, «in molti sono finiti in mare perché hanno perso l’equilibrio».

Migranti, raffica di sbarchi a Lampedusa

Nel frattempo, mentre la Procura appronta l’indagine, proseguono le operazioni di trasferimento – coordinate dalla Prefettura di Agrigento – dall’hotspot di Lampedusa, come anticipato in apertura sovraffollato pericolosamente. In serata 43 migranti lasceranno l’isola a bordo del traghetto di linea diretto a Porto Empedocle. Intanto oggi sulla più grande delle Pelagie si è registrato un unico approdo: un barchino con 12 tunisini, tutti uomini, che gli uomini della Guardia di finanza hanno intercettato prima dell’approdo. Dopo lo sbarco al Molo Favaloro, gli addetti ai lavori dell’accoglienza, hanno condotto i migranti nell’hotspot. Già, perché come avvenuto fin qui, neppure paura, sofferenza e morte fermano il flusso ininterrotto degli approdi sulle nostre coste. Un flusso su cui i trafficanti di esseri umani continuano a speculare.

Dall’alba 305 nuovi arrivi sull’isola

Non a caso, gli sbarchi a Lampedusa si susseguono senza sosta. Solo per rimanere nell’ambito circoscritto degli ultimi arrivi, basterà dire che nelle ultime ore, gli uomini della Guardia di finanza hanno intercettato un barcone con 101 migranti a bordo al largo della più grande delle Pelagie. Altri 6 migranti, invece, sono riusciti a raggiungere autonomamente l’isola e sono in corso le ricerche da parte dei carabinieri sulla terraferma per rintracciarli. Ancora prima erano sbarcate 126 persone, tra cui 6 donne e 4 bambini, soccorse dalla Capitaneria di porto. Così come altri 26 migranti… E si potrebbe continuare a oltranza...

Migranti, naufragio e sbarchi: la rivolta dei sindaci

Proprio come sottolineato dall’eurodeputato e vicepresidente della commissione Libe a Bruxelles, Pietro Bartolo (S&D), dopo il naufragio di questa mattina nelle acque al largo di Lampedusa. Che, sul dramma dei flussi e dei naufragi ha dichiarato: «È insopportabile leggere ancora di naufragi al largo di Lampedusa. Insopportabile perché sappiamo che queste persone continueranno ad arrivare per tutta l’estate. E insopportabile perché l’Europa può e deve porre rimedio a questa strage nota e annunciata. Oltre che insopportabile perché tutto questo avviene a pochi metri dalle spiagge di Lampedusa, stracolme di turisti, nell’indifferenza generale».

Martello chiede un incontro a Draghi: basta logica d’emergenza, urge affrontare l’intero fenomeno

Parole a cui fanno eco quelle del sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, che sulle ultime, tragiche vicende ha sottolineato: «Questa ennesima tragedia nel Mediterraneo è straziante. Cos’altro deve accadere per far capire all’Italia ed all’Europa che così non si può andare avanti?». E ancora: «Chiedo un incontro al presidente Draghi – ha aggiunto Martello –. Non si può continuare con la logica di una continua emergenza: bisogna affrontare l’intero fenomeno dei flussi migratori con un approccio differente, libero dalle speculazioni della contrapposizione politica ed incentrato sulla vera tutela dei diritti umani. E bisogna farlo subito perché mentre la politica continua a discutere, la gente muore in mare».

Sos del sindaco di Pozzallo: la questione immigrazione è una bomba umanitaria colpevolmente sottovalutata

Un sos che va nella stessa direzione di quella affrontata dal il sindaco di Pozzallo (Ragusa) Roberto Ammatuna, che sul tema dell’immigrazione ha ammonito: «La verità è che la questione immigrazione è una bomba umanitaria che colpevolmente si sottovaluta e non penso ci voglia grande intelligenza per comprendere che questo è un fenomeno che deve essere affrontato ai massimi livelli con serietà e decisione».

 

 

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *