M5S, Grillo furioso si sfoga in privato: “Conte, un arrogante in balia di Travaglio. Ha esagerato”

martedì 29 Giugno 10:53 - di Chiara Volpi
M5S Grillo Conte

M5S, Grillo è furibondo con Conte. Parola di un fedelissimo con cui ieri il garante pentastellato si sarebbe sfogato in privato (per ora), tuonando: «È un arrogante in balia di Travaglio. Ha esagerato». E mentre lui medita vendetta, Giuseppe Conte spariglia le carte sul tavolo del Movimento. Cala l’asso e mira al banco, l’ex premier: l’asso-piglia-tutto. L’avvocato del popolo replica alla intemerata romana di Grillo con piglio: il viso è tirato, le parole di fuoco. Non bisogna neanche leggere tanto tra le righe: Conte ha chiesto un voto al Movimento sul nuovo statuto. Quello scritto proprio di suo pugno e duramente contestata dal garante. E, soprattutto, quello che mette nero su bianco, di fatto, un accantonamento definitivo del comico genovese. Insomma, Conte chiede a viva voce a Grillo un passo indietro più che un passo di lato. E la cosa, stando ai vicinissimi di Beppe, ha fatto infuriare ancora di più – se possibile – “il padre (padrone) nobile” del M5S.

M5S, Grillo furioso con Conte: «È un arrogante»

Insomma, un ruolo figurativo, quello riservato da Conte a Grillo, nella sua nuova idea di Movimento. Ma Beppe, l’uomo dei one man show, abituato a performances da protagonista unico sulla ribalta, non ci sta a fare la comparsa. A restare nella galassia pentastellata capitanata da Conte, gravitando intorno alla sua orbita come satellite garante, ma totalmente depotenziato. E chi dopo l’intervento di ieri dell’ex premier sperava, se non proprio nella pace, almeno in una tregua, stamattina si è svegliato nei dubbi e nell’incertezza: l’incubo grillino della guerra fratricida non è ancora finito. Con buona pace di Di Maio e Fico in pressing per una riappacificazione sempre più difficile

M5S, Grillo: «Se Conte chiede il voto sullo Statuto prima di un accordo è finita»

Grillo, a detta dei suoi fedelissimi, sarebbe furioso. L’idea di un Movimento emancipato dalla sua figura, mai neppure ipotizzato fin qui, non gli va giù. «Grillo ha già accettato molto. Ha mollato sulla comunicazione. Sul dire la sua sui vicepresidenti che dovrebbero reggere il M5S insieme a Conte. Mancava davvero poco all’intesa e mostrare i muscoli in questo modo non aiuta, anzi: la mette in pericolo», sottolineava ieri, riferisce la Repubblica, verso l’ora di cena, e a ridosso del boccone indigesto, chi aveva appena parlato col fondatore. Il quale, si è preso del tempo per meditare sulla contromossa e nel frattempo rilancia: «Se Conte presenta e chiede il voto sullo Statuto prima che ci sia accordo su tutto, è finita». Il garante rispedisce l’ultimatum al mittente e promette battaglia. Ancora.

M5S, Grillo pensa a sfiduciare Conte?

Perché Grillo proprio non ci sta, e non vuole starci, ad affidare la sua creatura a un genitore adottivo che pensa, semmai, di sfiduciare in caso violi i principi M5S. Peccato che forse, come precisa sempre Repubblica, «secondo chi gli è vicino quella norma è cambiata rispetto all’originale e quel potere (di revocare la fiducia al capo politico ndr) è condiviso con un organo di garanzia». Così attende Grillo. E ritiratosi nell’Aventino del silenzio, medita vendetta. E mentre si attende una risposta del garante a Conte, prevista già in un video per ieri sera, grillini e contiani restano a bocca asciutta: quel video non è arrivato. Però, sono filtrate alcune delle esternazioni di Grillo: riportate da Dagospia. Parole che descrivono un Grillo furioso. E che riferirebbero di un garante che, dopo aver «ascoltato le dichiarazioni di un arrogante. Il discorso di una persona che non è duttile. E che, proprio per la sua mancanza di duttilità, ha perso il governo, quando pensava di uscire vittorioso reclutando al Senato i famosi responsabili».

M5S, dopo il palleggio tra i leader, la palla passa alla base

Un uomo – proseguirebbe l’invettiva della contro replica grillina – «in balia del Travaglio-pensiero». Una figura che «preferisce un ideologo come Travaglio a un visionario», avrebbe concluso Grillo, prendendo due piccioni con una fava: sistemando in un solo colpo a rialzo due dei suoi più accaniti detrattori del momento.  Nel frattempo, Conte fa sapere incalza e fa sapere che: «Ho avuto un fittissimo scambio di mail con Beppe Grillo. Ho accolto un buon numero delle sue osservazioni. Le altre non posso accoglierle, perché alterano questo disegno. E creano confusione di ruoli e di funzioni. Nelle prossime ore consegnerò i documenti frutto del mio lavoro dapprima a Grillo. Poi a Vito Crimi. Chiedendo che siano diffusi. Sono condizioni imprescindibili del mio impegno». La palla passa alla base: ma è tutt’altro che al centro del campo. E con buona pace di Di Maio e Fico in pressing per una soluzione pacifica, la guerra è più infuocata che mai...

 

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