M5S, Di Battista sfida Grillo: «Perché non fai votare la base sul sostegno al governo Draghi?»

mercoledì 30 Giugno 19:36 - di Michele Pezza
Di Battista

«Il Movimento si appresta a votare un Comitato direttivo? Bene. Ma voti pure sulla propria permanenza al governo». Con i suoi ex-colleghi, Alessandro Di Battista gioca come il gatto col topo. Fa l’indifferente, si chiama fuori, annuncia viaggi dall’altra parte del mondo, ma appena può sferra l’unghiata. L’ultima proprio in queste ore, di fronte al marasma di un M5S ridotto ormai a carcassa contesa tra Grillo e Conte. E mentre il corpaccione ex-grillino si accapiglia su elenchi, piattaforme e direttivi, lui sgancia sulla rissa la bomba atomica della sostanza politica.

Così Di Battista sul sito Tpi.it

Quasi a dire: “Sì, vabbè ma dove stiamo?” E dopo aver garbatamente sottolineato che negli ultimi «quattro mesi tragici» chi ha vinto le elezioni del 2018 è risultato «politicamente inconsistente», sfida il M5S a chiedere alla base di dire “sì” o “no” alla permanenza del M5S nel «governo dell’assembramento». Perché, ha scritto in un articolo su Tpi.it rilanciato su Fb, «se errare humanum est, perseverare è draghiano». Da che parte sia lui, è dubbio che Di Battista scioglie subito. «Il M5S non sia più complice di questo disastro iper-liberista». Il resto è un’intemerata contro il governo ed il suo premier condita nella salsa piccante dell’attacco ai media.

«L’esecutivo è un mostro iper-liberista»

«Una schiera di giornalisti trasformatisi in cantori dell’altissimo elogiano (sic) le ovvietà draghiane e nascondono errori politici come faceva Emilio Fede anni fa con Berlusconi. Solo che allora Fede era l’eccezione, oggi i lacchè sono la maggioranza». Toni che sembrano incrociare il ritorno alla sorgente innestata da Grillo nel momento in cui ha licenziato Conte e richiamato in servizio Davide Casaleggio. Ma è solo apparenza. Il MoVimento che torna alle origini è solo un’illusione ottica, un trucco da palcoscenico. Letta così, tuttavia, la sortita di Di Battista è una provocazione all’Elevato. Anzi una sfida a passare dalle parole ai fatti, riportando il M5S alla purezza  dell’opposizione. Ovviamente, non accadrà. In compenso, Dibba continuerà a divertirsi come il gatto col topo.

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