Liguori: «Negarono le colpe cinesi sul virus per colpire Trump. Quando lo dissi mi linciarono»

venerdì 11 Giugno 16:57 - di Adriana De Conto
origine Covid

Anche l’Europa si sveglia e chiede chiarezza sull’origine del Covid. Paolo Liguori si prende la sua soddisfazione. “Sono contento che il G7 stia affrontando la questione dell’origine del virus Covid 19, e che partirà la richiesta di un’indagine all’Oms”, commenta il giornalista direttore del Tgcom.  “Ma mi pare che la stiano facendo con un anno di ritardo. Il motivo? Non è stato fatto prima per evidenti motivi politici: se l’avessero fatto un anno fa, dal momento che la maggioranza delle informazioni veniva dall’America, il merito si sarebbe identificato con Trump”.  Ricordiamo chce Paolo Liguori fu tra i primi a ipotizzare l’origine non naturale del virus. Realizzò un servizio in cui spiegava come fosse uscito da un laboratorio cinese. Fu attaccato. Ora commenta così con l’Adnkronos la notizia di una nuova indagine sulla nascita del coronavirus che quasi certamente partirà dal G7 in Cornovaglia.

Origine non naturale del Covid, Liguori: “Quando lo dissi io…”

La richiesta, contenuta nella bozza del comunicato finale del vertice, segue la decisione del presidente americano, Joe Biden, di allargare l’inchiesta sulla pandemia in seguito ai dubbi sulla fuga da un laboratorio di Wuhan. “Il secondo motivo per il quale l’indagine sinora non è partita  -spiega Liguori- è che moltissimi immunologi e virologi lavorano con i cinesi. Così come molte riviste: prendono finanziamenti proprio dai cinesi”. Ma c’è anche una terza ragione: “Per fare una cosa di questo genere serviva un organismo internazionale super partes. Il fatto è che questo organismo esiste già, ed è l’Oms. Quindi il punto è: ci si può fidare dell’attuale Oms?”. Come faceva l’Europa a saperlo? “Semplice, io lo sapevo da fonti di intelligence. Ma queste fonti, ci si potrebbe chiedere, perché informavano me e non informavano le loro agenzie? Assolutamente non è così: queste fonti hanno informato per giorni e settimane le loro agenzie; e hanno deciso di informare giornalisti terzi qua, in Australia, Israele, Germania, Francia e altri paesi. Perché notizie analoghe circolavano anche in altri paesi. Solo quando hanno visto che erano totalmente inascoltate, hanno tentato allora di far pressione attraverso la stampa per far uscire le notizie”.

Liguori: “L’inchiesta fu bloccata per dare addosso a Trump”

Liguori fu sotto attacco: “Nel dare la notizia rischiai – ricorda Liguori-  perché se sei isolato e non hai una carriera alle spalle vieni stroncato”. Ricorda infatti il momento in cui dette la notizia. Era d’inverno, eravamo in piena emergenza pandemica. “Pubblicare notizie di questo tipo, se non sei uno che non ha settant’anni e una carriera alle spalle, significa che ti stroncano  in dieci minuti. Io ho rischiato poco. Ma a Taiwan c’è gente che ha corso il rischio di morte affermando che il virus era scappato dal laboratorio”. E conclude Liguori: “Ora la politica è cambiata: l’inchiesta si farà perché loro volevano sì andare addosso a Trump, ma non sono antiamericani”.

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