Giorgia Meloni alla videoconferenza di FdI-Ecr: «Non c’è nulla più di destra dell’ecologia» (video)

4 Giu 2021 15:22 - di Mia Fenice
Meloni

“Mondo Rurale: Biodiversità fragile e nascosta”. È il tema della videoconferenza organizzata da Fratelli d’Italia, dal gruppo Ecr al Parlamento europeo e promossa dall’eurodeputato FdI Pietro Fiocchi. Ha aperto i lavori il presidente di FdI e di Ecr Party Giorgia Meloni, con interventi tra gli altri del Commissario europeo all’Ambiente Virginijus Sinkevicius, del direttore generale all’Agricoltura della Commissione Ue Mihail Dumitru, del sottosegretario del ministero per la Transizione Ecologica Ilaria Fontana, dell’eurodeputato e responsabile dipartimento Ambiente di FdI Nicola Procaccini, del vice presidente Coldiretti David Granieri, del presidente di Wilderness Italia Giorgio Salvatori, del vice presidente F.A.C.E David Scallan. Ha moderato la videoconferenza l’editore della rivista Nazione Futura, Francesco Giubilei.

Giorgia Meloni: «La destra ama l’ambiente»

«La conservazione del patrimonio naturale – ha detto Giorgia Meloni durante il suo intervento – è un elemento fondamentale dell’identità politica di noi conservatori. Consentitemelo: non c’è nulla di più “di destra” dell’ecologia. La destra ama l’ambiente perché ama il territorio, l’identità, la Patria. Conservare l’ambiente vuol dire conservare e tramandare ai nostri figli i luoghi dove sono nati, farli conoscere e difenderli. La sfida che abbiamo davanti  è coniugare ambiente e crescita economica. Crediamo che le imprese debbano essere accompagnate verso la transizione ecologica. Su questo è giusto porsi degli obiettivi, anche ambiziosi, a patto però che quelli obiettivi siano realistici».

Giorgia Meloni: «La transizione deve essere graduale»

E poi ancora. «La transizione – ha aggiunto – deve essere graduale e imporla a colpi di nuovi oneri alle aziende è un errore che produce altra povertà e perdita di posti di lavoro. Bisogna rimettere ordine negli incentivi sulle rinnovabili e investire nei carburanti alternativi ma sempre nella logica della neutralità tecnologica e del mix energetico. Esiste poi un’agricoltura di precisione che dobbiamo incentivare e sostenere perché migliora quantità e qualità dei prodotti ortofrutticoli, garantendo contemporaneamente una riduzione nei consumi idrici e nell’uso dei fitofarmaci. Infine il paesaggio, come fattore identitario e di attrattività turistica, che va preservato senza alcun tipo di ideologismo».

Rinaturalizzazione della Valle del Po e aumento delle foreste urbane

«Per l’Italia – ha dichiarato Sinkevicius – vediamo il sostegno ad azioni come la rinaturalizzazione della Valle del Po e un aumento significativo delle foreste urbane, completati dalla Politica agricola comune e dai Fondi strutturali; questi piani aumenteranno la resilienza delle aree rurali e montane come quelle del Nord Italia».

Dal canto suo, Mihail Dumitru spiega: «Non c’è dubbio che la Pac rimanga una politica chiave dell’Ue chiamata a contribuire a fermare il declino della biodiversità e a contribuire al suo ripristino. La strategia dell’Ue sulla biodiversità per il 2030, in combinazione con la nostra Strategia Farm to Fork, stabilisce obiettivi chiave relativi alla biodiversità dei terreni agricoli. Queste strategie – e altre legate al Green Deal europeo – sono centrali nella visione della Commissione per i prossimi anni».

Specie invasive creano danni all’agricoltura

Per Pietro Fiocchi: «Quello delle specie invasive come il cinghiale, la nutria e i corvidi è un problema che sta creando enormi danni all’agricoltura. Ma anche perdita di vite umane e di biodiversità. L’approccio sinora adottato si dimostra insufficiente e permeato da un approccio ideologico distante dalla realtà».

«La difesa dell’ambiente – ha detto Procaccini – è una prerogativa della cultura conservatrice. A luglio l’Ecr Party organizzerà un appuntamento pubblico per esporre il Manifesto dell’ecologia conservatrice. Nessuno più di noi è in grado di preservare l’ambiente e al contempo il sistema produttivo e la qualità della vita».

«Le politiche di sviluppo rurale rappresentano lo strumento principale per la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche, affrontando il problema della biodiversità in tutti i suoi aspetti», ha poi concluso il sottosegretario Fontana.

 

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