Ecco la Capitale dell’illegalità che vuole la sinistra: incontro dei candidati alle primarie nel palazzo occupato

martedì 15 Giugno 17:13 - di Paolo Lami
PALAZZO_OCCUPATO_ESQUILINO_ACTION_SPIN_TIME_LABS

Meglio di tante parole, è la prima riunione dei candidati-sindaci del centrosinistra a Roma a spiegare perfettamente come vogliono, davvero, il futuro della Capitale i vari Roberto Gualtieri, Stefano Fassina, Imma Battaglia, Giovanni Caudo, Paolo Ciani, Cristina Grancio e Tobia Zevi: un futuro illegale, un futuro non per i romani ma contro i romani, visto che l’incontro si svolgerà, oggi alle 17, dentro al palazzo occupato da Action all’Esquilino, il famoso “Spin Time Labs” di via Santa Croce in Gerusalemme 55, nel quartiere San Giovanni, dove ora vivono, nella completa illegalità, 450 persone, immigrati di 12 nazionalità diverse.

Quel palazzo dove l’elemosiniere del Papa riattaccò personalmente la luce staccata per morosità.

“L’evento si chiama “Ascoltare prima di parlare” ed è esattamente ciò che succederà – scrivono gli inquilini illegali del palazzo occupato. – Abbiamo chiesto a Imma Battaglia, Giovanni Caudo, Paolo Ciani, Stefano Fassina, Cristina Grancio, Roberto Gualtieri e Tobia Zevi di ascoltare le istanze delle realtà sociali che operano sul territorio. Parleremo di diritti, (i loro, non quelli dei romani e della città, ndr) dell’abitare, di solidarietà, di cultura e dello sviluppo ecologico di Roma. Solo dopo aver ascoltato, le candidate e i candidati avranno modo di spiegarci le loro priorità”. Appunto, non quelle di Roma e dei romani. Le priorità dei candidati.

“Già venire qui è un bel segnale, non deve esserci fobia del nome ‘spazio occupato‘ – sostengono da Spin Time Labs parlando con l’Adnkronos. – Si potrebbe chiamare anche ‘un condominio di culture‘: 450 persone, 12 nazionalità diverse che da anni vivono a Roma. C’è la redazione di Scomodo, il primo giornale universitario, la più grande d’Europa, ci sono due centri di accoglienza della Chiesa. E’ un luogo di risorsa per la città e i candidati hanno recepito questo messaggio, non vanno all’Auditorium in giacca e cravatta e d’altronde il sindaco si fa anche e soprattutto in luoghi come questi. E’ uno spazio di un privato, occupato da Action anni fa e oggi ci vivono 150 famiglie”.
Come se il fatto che sia di un privato possa autorizzarne l’occupazione.

Peraltro Investire Sgr, di Banca Finnat, proprietaria del palazzo, aveva presentato cinque esposti in Procura per mettere fine all’occupazione illegale.
“Per questo ogni giorno ci sentiamo in dovere di ridare alla città qualcosa e la nostra missione è anche questa. Il fatto che tutti i candidati abbiano subito accettato di venire qui è un bel segnale, ha una forte valenza simbolica“.

Esulta, ovviamente, Andrea Alzetta, detto “Tarzan”, leader di Action, l’associazione. Che capisce al volo e perfettamente la “valenza simbolica” di un gesto come questo, un gesto che è uno schiaffo in piena faccia ai romani, al diritto alla proprietà privata e alla città. E che, nell’illegalità delle occupazioni, grazie alla sinistra ci ha vissuto per anni occupando, appunto, quel palazzo.

“Il fatto che i candidati del centrosinistra abbiano scelto Spin Time per il loro primo confronto è sicuramente un riconoscimento per migliaia di persone impegnate a rigenerare uno spazio e a renderlo effettivamente un bene comune. – teorizza “Tarzan” rendendo esplicità e concreta l’idea della sinistra di azzerare, partendo da Roma, i diritti sulla proprietà privata. – Da questo punto di vista anche noi ci occupiamo di questioni ‘di palazzo‘”.

“Se si vuol governare questa città dopo la pandemia è fondamentale mettere al centro dell’attenzione pubblica e coinvolgere gli ultimi – continua sfacciato e arrogante il Tarzan de noantri – altrimenti difficilmente si cambierà qualcosa e la crisi colpirà ancora più duro con effetti drammatici. Credo invece sia giusto che anche gli ultimi si occupino di politica, i più interessati a che la politica cambi. Ed è questo il senso di fare qui il confronto, per costruire comunità aperte, solidali e accoglienti, invece che una città brutta e rancorosa“.

“E’ assolutamente ridicolo, il centrosinistra che per anni ha chiesto lo sgombero di Casapound oggi si ritrova a fare un confronto dentro quello che è un centro sociale occupato“, osserva Luca Marsella, di Casapound, commentando con l’Adnkronos l’incontro dei candidati di centrosinistra in programma oggi pomeriggio a Spin Time, il palazzo occupato all’Esquilino.

“E’ chiaro che sono spinti dall’intenzione di prendere voti, sia alle primarie che alle amministrative, da tutti i centri sociali e questo è preoccupante – continua Marsella – perché, in caso di una loro vittoria, vedremo assegnazioni e regali ai centri sociali mentre le critiche e le richieste di sgombero saranno rivolte unicamente contro Casapound, l’unica occupazione di italiani dove sventola il tricolore e non la bandiera rossa“.

 

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