Crisanti ne spara un’altra: “Aboliamo la privacy”. Meloni: “Professore, la geolocalizzazione è una follia”

lunedì 7 Giugno 14:10 - di Augusta Cesari
Meloni Crisanti

Un’altra delle follie partorite dal virologo Crisanti. Giorgia Meloni dedica un post all’idea di geolocalizzare chi entra nei luoghi pubblici. Aiuterebbe la guerra contro Covid-19, dice lui. Ogni volta che una persona entra in un cinema, in uno stadio, in un ristorante, insomma in un luogo pubblico,” scannerizza un codice QR e immediatamente si sa che è stata lì”. Tuona la leader di FdI: “Il ragionamento di Crisanti è il seguente: siccome ogni volta che utilizziamo la carta di credito o i servizi informatici siamo già tracciati da banche e multinazionali; tanto vale abolire la privacy così controlliamo ogni singolo cittadino per combattere il covid: geolocalizzandolo attraverso il green pass”.

Meloni a Crisanti: “A quando un chip nel cervello, professore?”

“Trovo la deriva che sta prendendo la gestione dell’epidemia letteralmente folle”, scrive Giorgia Meloni. “Dagli scienziati mi aspetto soluzioni mediche come cure e protocolli domiciliari, non meccanismi di controllo della vita di ogni singolo individuo. La libertà dei cittadini è sacra, inviolabile e inderogabile. Ma direttamente un bel chip nel cervello per sapere anche cosa pensiamo non le è venuto in mente, professore?”, punge con il suo sarcasmo la leader di FdI.

Crisanti al delirio: “Sarei dell’idea di abolire la privacy”

Il bello – amzi, la follia- è la disinvoltura con cui Crisanti si è espresso su un tema come quello del diritto dei cittadini alla privacy. “Nel momento in cui uno paga con la carta di credito, o con App o con qualsiasi altro strumento, è chiaro che in quel momento già delega tutti i suoi diritti di privacy”. Per cui fa uno più uno. “Noi siamo continuamente tracciati per fini commerciali – aggiunge – La privacy è il recinto legislativo attraverso il quale le grandi compagnie gestiscono il loro business. Sarei dell’idea di scardinare questa cosa, di abolire la privacy, perché è il solo modo per rompere questi monopoli”. L’idea è da rigettare: il  senso di responsabilità degli italiani, confermato anche dalla grande adesione dei più giovani alla campagna vaccinale, dimostra che non è più tempo di regole eccessive e illiberal: la geolocalizzazione proposta dal professor Crisanti non è percorribile.

Crisanti, suggestioni da Grande Fratello

Le suggestioni da Grande Fratello sono imperdonambili nel ministro Speranza, che si è fatto tentare più volte dal controllo delle vite delle persone. E allo stesso modo non può passare il messaggio di Crisanti. Nel mondo della scienza c’è chi non si rassegna alla riconquistata graduale delle libertà degli italiani alle prese con un recupero della normalità. Il desiderio “morboso” di tracciare ogni loro movimento, geolocalizzando gli ingressi in un locale pubblico si prospetterebbe un’incursione nella sfera personale dei cittadini”. Ecco, lasciamo queste brillanti idee alla Corea del Nord...

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