Comunali, le Sardine si mettono in proprio. Il leader Santori “avverte” il Pd: «Noi in campo»

martedì 8 Giugno 15:16 - di Michele Pezza
Sardine

«Non saremo mascotte di nessuno e non faremo selfie in piazza e tour per altri». È ufficiale: le Sardine si mettono in proprio per andare ad affollare con la loro sigla il già variopinto mondo della sinistra. Ad annunciarlo è Mattia Santori in un’intervista all’AdnKronos sul tema delle prossime comunali. Per il Pd di Letta, in affanno nei sondaggi, è una nuova tegola. «In questo anno – ricorda il leader – abbiamo fidelizzato il dialogo con i territori e siamo pronti a prenderci la responsabilità di fare politica». Che le Sardine stiano pensando a liste proprie da affiancare nei Comuni a quelle di Pd, Leu e – ad intermittenza – di M5S e Iv, è certezza che si ricava anche dalla tendenza a distinguersi dalla coalizione.

Il leader delle Sardine intervistato da Adnkronos

Cosa che Santori fa, ad esempio, prendendo le distanze sulla proposta di ufficializzare Bella Ciao: «È già inno di Stato – azzarda – : la repubblica italiana nasce dalla Resistenza». E quando gli chiedono quali temi che proporrebbe a Draghi se potesse incontrare il premier ha subito risposto «welfare e rilancio della sanità pubblica». Soprattutto il primo che, ha aggiunto, «in questi decenni è stato smantellato». Peccato che non abbia specificato chi, visto che “pacchetti Treu” e Jobs Act è tutta farina caduta dal sacco dei governi dei partiti alleati delle Sardine. I diritti legati al lavoro hanno da tempo cessato di essere il punto di forza della sinistra. Santori se ne rende conto e infatti vira su quelli cosiddetti “civili“.

«Subito ius soli e ddl Zan»

«Le leggi su cannabis, ius soli e ddl Zan – sentenzia il leader delle Sardine – sono tutte e tre indicatori di una crescita civile». E al centrodestra che contesta la non priorità di tali argomenti replica: «Io mi rifiuto di pensare che quella italiana possa essere definita “non pronta“. Siamo pronti». Infine, il tema della successione di Mattarella al  Quirinale. «Mi auguro – dice in proposito Santori – che a ricoprire quella figura così importante ci sia una persona seria, con uno sguardo ai giovani ed al futuro e che non gli serva nessun tipo di spettacolarità per emergere». L’identikit è solo un modo per attaccare gli avversari. «Aihmè – conclude infatti il capo delle Sardine – Berlusconi in questa descrizione è ampiamente escluso».

 

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