Chi è Paolo Damilano, l’imprenditore che ha le carte in regola per sfilare Torino alla sinistra

mercoledì 9 Giugno 19:24 - di Redazione

A Torino il centrodestra compatto si affida a Paolo Damilano per strappare la città alla malconcia amministrazione grillina. Oggi Lega, FdI e Forza Italia hanno sciolto le riserve sul candidato civico, già in pista da mesi con la sua lista Torino Bellissima. Sarà l’imprenditore ‘vignaiolo’ il candidato sindaco alle prossime comunali d’autunno per il centrodestra.

Il via libera del centrodestra a Paolo Damilano all’insegna del fare

“Ho deciso di mettermi al servizio della nostra Torino. E di candidarmi a sindaco con un progetto civico e con una squadra che cresce di giorno in giorno”. Questo il biglietto da visita in un lungo post dello scorso dicembre quando era sceso in campo, bruciando i tempi, con la sua lista civica. “Una sfida da cittadino per la sua città, per restituire a Torino, la nostra Torino, quanto ho ricevuto in questi anni”. Un impegno all’insegna della svolta e del  “C’è da fare”, come recita il claim della sua campagna. Ora con l’adesione ufficiale del centrodestra la partita si fa seria. Anche perché la sinistra, Pd e 5Stelle, brancolano ancora nel buio. “È un segnale ulteriore che siamo sulla strada giusta”, ha commentato Damilano dopo il via libera di Salvini (scontato), Meloni e Tajani. “La strada della condivisione di una terapia d’urto per fare ripartire la città e ricostruirla dopo questa guerra. Dovremo lavorare insieme per riportare Torino all’altezza della sua storia e dei talenti della sua straordinaria comunità”.

Imprenditore ‘vinaiolo’, presidente della Film Commission

Damilano, 55 anni, è un imprenditore apprezzatissimo nel settore del beverage. Con un curriculum ‘pesante’ anche sul fronte della cultura, dello spettacolo e della tutela del made in Italy. Dal 1997 è alla guida insieme ai fratelli della Cantina Damilano di Barolo. L’azienda di famiglia che da tre generazioni produce nettare delle langhe piemontesi. All’interno della quale ha aperto un ristorante stellato: Il Massimo Camia. Nell’ultimo periodo ha affiancato il business dell’acqua minerale con il noto marchio Valmora. Vanta un passato da pilota di rally alla guida di una A 112 prima e una Peugeot 205 poi.

Ha recuperato marchi storici identitari

Nel corso della sua attività è riuscito nell’impresa di far rivivere marchi storici che hanno segnato l’identità di Torino. Come il Pastificio Defilipps, uno dei più antichi d’Italia. E il Bar Zucca, di via Gramsci, per mezzo secolo luogo di ritrovo dei torinesi. Dal 2013 ricopre il ruolo di vicepresidente in Vias Imports, una società americana di importazione specializzata in cantine italiane di alta qualità con sede a New York. È stato presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino dal 2013 al 2018. E dal 2013  è presidente della Film Commission Torino Piemonte.

Ristorazione, commercio e impianti di sci

Un candidato sindaco molto attento ai settori della ristorazione e dello spettacolo, messi in ginocchio dalla pandemia. Non a caso il suo programma si rivolge particolarmente alle categorie produttive. Ristoratori, commercianti e gestori degli impianti sciistici. Sui quali può contare nella sua corsa verso Palazzo Civico.  Tra i punti del suo programma una pista da sci cittadina «per allenarsi prima di salire in montagna». E una settimana del Cinema a Torino. Il suo sogno nel cassetto è convincere gli investitori ad aprire un hotel 5 stelle lusso a Torino.  Sulla quadra di governo per il momento non si sbilancia.

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