Calenda ha un sogno: diventare come la Meloni. “Anche lei partiva dal 2 per cento. Ora sta al 20”

domenica 6 Giugno 10:51 - di Luisa Perri
Calenda Meloni

Carlo Calenda sa già cosa vuole fare da grande: diventare come Giorgia Meloni. Lo dice in un’intervista dove fa il punto sulla sua campagna elettorale come sindaco di Roma, in assoluta solitudine. Quel dato che inchioda il suo partito, Azione, al 2 per cento, non lo spaventa. E ha come sprone e modello la parabola straordinaria di Fratelli d’Italia. “Anche la Meloni partiva dal 2 per cento. Ed è arrivata al 20”.

Il sogno di Calenda si basa sul modello Meloni

L’europarlamentare eletto col Pd, sogna ad occhi aperti. Vorrebbe allargare la sua alleanza arrivando fino a Forza Italia, arruolando la Carfagna. “L’Italia è l’unico Paese della Ue in cui popolari e socialdemocratici hanno preferito allearsi con i sovranisti e i populisti anziché fra di loro. La decisione del Pd di stringere un patto di ferro con i grillini e ora la scelta di Berlusconi di scomparire nella Lega apre un gigantesco problema di rappresentanza per i tanti elettori che si riconoscono nel pragmatismo riformista di Draghi e che pero’, dopo di lui, perderanno ogni riferimento. Chi potra’ offrire loro cittadinanza politica alle prossime elezioni?”.

Il fronte immaginario di Calenda: da Sala alla Carfagna

“La linea di Draghi – pragmatica, riformista, in antitesi a populismo e sovranismo – ha aggiunto Calenda – deve trovare chi la interpreti dopo la fine dell’attuale governo, altrimenti tornera’ tutto come prima. Io non credo che basti sommare parlamentari o sigle vuote. Il lavoro da fare e’ convincere i cittadini, sulla base delle proposte di governo, che c’e’ un’area che intende la politica come soluzione ai problemi e si candida a guidare il Paese nei prossimi difficili anni. È un po’ quello che stiamo facendo con Azione nella battaglia di Roma. Mettere insieme intorno a un progetto tutti quelli che condividono la stessa visione per arrivare a un punto di caduta più ampio della somma dei movimenti politici. Solo così si recupera rappresentanza. Guardi la Meloni: partiva dal 2% ed è arrivata al 20″.

“L’idea è quella di costruire un fronte repubblicano che riunisca il Pd, i centristi di Fi ostili alla Lega e una forza liberaldemocratica, che va aggregata, formata da Azione, +Europa e Italia Viva. In aggiunta ai Verdi rifondati da Sala e Muroni. Insieme potremo andare casa per casa a riprenderci i voti finiti ai sovranisti e ai populisti…”.

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