Bimbo ritrovato, i genitori non sono indagati. La mamma rivela: «Ecco perché aveva i sandali…»

venerdì 25 Giugno 18:29 - di Redazione
bimbo ritrovato

Non risultano indagati i genitori di Nicola Tanturli, il bimbo ritrovato vivo mercoledì 23 giugno nei boschi di Palazzuolo sul Senio (Firenze), nell’Alto Mugello, dove era scomparso per 36 ore. In base agli elementi finora raccolti, apprende l’Adnkronos da fonti investigative, al momento non sarebbero state mosse contestazioni di carattere penale nei confronti del padre, Leonardo Tanturli, e della madre, Giuseppina Paladino.

Bimbo ritrovato, le indagini della Procura

Gli accertamenti ordinati dalla Procura di Firenze sono stati delegati ai carabinieri della compagnia di Borgo San Lorenzo, competente territorialmente per la zona del Mugello, e sono tuttora in corso. Il sostituto procuratore Giulio Monferrini ha chiesto una serie di informative agli investigatori e tutti gli atti ancora non sono stati trasmessi in Procura. Tuttavia, in base agli accertamenti preliminari fin qui svolti, non sono state ravvisate responsabilità penali a carico della coppia. Per indagare i genitori di Nicola per il reato di abbandono di minore non sarebbero stati trovati per ora elementi sufficienti per suffragare l’accusa.

La ricostruzione dei fatti

Molti degli elementi che erano apparsi incongruenti, dubbi o addirittura misteriosi nelle prima fase della ricerca del bimbo di 21 mesi, con il passare dei giorni, dopo il suo ritrovamento, si vanno diradando. Ad esempio, la madre ha chiarito che il bimbo indossava i sandali e la maglietta perché così era stato messo a letto la sera in cui è sparito. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dei fatti anche all’interno del contesto in cui si sono verificati, che è quello di una famiglia che per scelta vive isolata a 800 metri di altezza in un casolare circondato dai boschi dell’appenino tosco-emiliano. Anche il percorso accidentato che Nicola a soli 21 mesi ha fatto a piedi per circa 4 km, tra mulattiere, strade sterrate e boschi, sarà ricostruito.

Le verifiche degli assistenti sociali

Ma non c’è solo il fascicolo aperto dalla Procura diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. Sul caso di Nicola si attendono ancora verifiche da parte degli assistenti sociali della Asl e della Procura presso il Tribunale dei minori. Gli assistenti sociali, spiega una fonte investigativa all’Adnkronos, saranno chiamati ad accertare, ad esempio, se il minore vive in una situazione familiare che potrebbe essere per lui fonte di disagio e se i genitori sono adeguati a svolgere la loro funzione educativa. In questo senso una relazione socio-familiare sarà inviata per competenza dagli assistenti sociali alla Procura presso il Tribunale dei Minori.

Il racconto

Si indaga, peraltro, su un episodio di allontanamento simile che avrebbe visto protagonista l’altro figlio della coppia, Giulio, 4 anni, che nel 2020 avrebbe percorso fino a un paio di chilometri lontano, quando fu ritrovato dagli abitanti dell’eco-villaggio di Campanara.

Secondo quanto ha finora riferito Leonardo Tanturli, Nicola lunedì 21 giugno si è addormentato verso le 18 in braccio alla mamma che lo teneva nel marsupio; poi Giuseppina ha portato il piccolo in casa adagiandolo sul letto matrimoniale, probabilmente senza toglierli i sandali. “Pensavamo che potesse svegliarsi, ma non avendo fatto il pisolino ci stava che potesse dormire fino al mattino dopo”, ha raccontato il padre.

La ricerca del piccolo sparito

La mamma è uscita di casa alle 19.30 per andare nella stalla, il padre è rientrato alle 21.30 dall’orto e ha messo l’altro figlio Giulio nel lettino. “Non ho fatto caso se Nicola fosse nel nostro letto”, ha detto sempre Leonardo. Intorno alle 22 la coppia di agricoltori ha iniziato a mungere le capre, operazione durata fino mezzanotte, quando sono rientrati in casa e hanno visto che Nicola non c’era. E’ iniziata così la ricerca del piccolo sparito. Ma solo dopo quasi nove ore, alle 8.30, hanno dato l’allarme, telefonando ai vigili del fuoco. “Abbiamo sbagliato a non chiamare subito i soccorsi”, ha ammesso il padre.

Quanto al fatto che Nicola avrebbe aperto da solo la porta di casa, per andare a cercare i genitori dopo che al risveglio si era ritrovato in camera da solo, il padre ha spiegato che il figlioletto aveva imparato da qualche giorno ad usare la maniglia.

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