Berlusconi e il partito unico FI-Lega. Il ruolo dei figli e delle aziende…con vista sul Quirinale

sabato 12 Giugno 12:38 - di Riccardo Angelini
Berlusconi

Non federazione, ma partito unico. Una nuovo Pdl, insomma, che stavolta metterebbe insieme Forza Italia e Lega. Un progetto che Matteo Salvini non sconfessa, pur parlando al momento solo di federazione tra i due partiti. Ma che oggi Tajani rilancia, spostando l’accento sul partito unico: “Il sogno – dice – è quello di un partito unico che sarebbe per gli italiani un punto di riferimento per i prossimi anni“.

Berlusconi, il partito unico sarebbe un affare di famiglia

Dietro non ci sarebbe solo l’intento di sommare i consensi dei due partiti per emarginare Giorgia Meloni, che nei sondaggi ormai raggiunge e in qualche caso sorpassa la Lega. Dietro vi sarebbe un progetto che coinvolge anche il tesoretto della famiglia Berlusconi, con marchi e aziende connessi.

I figli ne parlano ogni giorno con Berlusconi

Lo svela Il Foglio, rivelando che Marina e Pier Silvio ne parlano quotidianamente con Berlusconi, mettendo a punto i dettagli, scansionando effetti e risvolti, pianificando gli step. La fusione Fi-Lega sarebbe dunque un affare di famiglia, con risvolti economici importanti. Sul piano politico, rappresenterebbe la “messa in sicurezza” di Silvio Berlusconi, che diverrebbe presidente del più grande partito italiano (con Salvini segretario).

Berlusconi, il retroscena del Foglio

Ma la scelta politica – avverte Il Foglio – “s’intreccia con quella aziendale. Come sempre. Tutto conduce a una nuova visione del ruolo della famiglia nel capitalismo italiano ed europeo. Meno politica significa anche forse meno Italia, in prospettiva. E l’idea, sempre più precisa, sempre più messa a fuoco, dopo l’uscita da Mediobanca, è infatti quella di trasformare Fininvest, la holding famigliare, in una grande finanziaria sul modello Exor, la holding olandese controllata dalla famiglia Agnelli- Elkann. Spalancare l’orizzonte a nuove prospettive d’investimento. E dunque – perché no? – lasciare anche la guida diretta delle aziende editoriali. E allora Pier Silvio potrebbe lasciare la guida di Mediaset nelle mani di manager capaci e sperimentati come Stefano Sala, l’attuale amministratore delegato di Publitalia, per affiancare così la sorella Marina alla guida di Fininvest. Una portaerei da varare nel mare grande della finanza internazionale”.

Berlusconi non si immagina pensionato e guarda al Quirinale

Per la famiglia Berlusconi dunque la fusione FI-Lega è strategica, è “pianificazione minuziosa del futuro. Sono gli appunti per il dopo”. Certo, non va dimenticato che “in mezzo a tutto questo c’è Lui. Come sempre. Il Cav., ovvero l’uomo eterno per il quale quello dell’erede ( Salvini?) è da sempre un gioco elusivo disseminato di innocui cadaveri. Un gioco al cui fondo c’è stato sempre e soltanto Lui: il sorriso appena accennato in una contenuta adorazione di sé. “Dopo di me il diluvio”. Berlusconi non ha mai sopportato nessuno che nemmeno lontanamente potesse essere il suo successore. Nemmeno con il suo sostegno. Al punto che in questo progetto, che per ora condivide, e che anzi dicono sia una sua idea, lui non s’ immagina pensionato. Bensì elevato. Al Quirinale”.

 

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