Battista: fake news? La più clamorosa fu la frase sul fascismo “male assoluto” attribuita a Fini

martedì 29 Giugno 17:50 - di Francesco Severini
fascismo male assoluto

Nella sua rubrica su Huffington Post Pierluigi Battista recupera un episodio del lontano 2003. Lo fa per parlare di fake news. Ma quell’episodio ebbe nella storia della destra italiana l’effetto di una deflagrazione. Al di là dei risvolti politici della vicenda che Battista racconta, colpisce il fatto che quella “bufala” è ancora oggi citata come verità indiscutibile.

Fini e il fascismo “male assoluto”

Battista si riferisce alla famosa frase di Gianfranco Fini sul fascismo “male assoluto”. Frase che il leader di An avrebbe pronunciato durante il viaggio a Gerusalemme, dopo la visita al Museo dell’Olocausto. Battista era presente in quanto inviato della Stampa, giornale per il quale all’epoca lavorava.

Battista: noi inviati avevamo sentito una frase diversa, ma un’agenzia di stampa…

“Il giorno dopo tutti, ma proprio tutti i giornali italiani – racconta Battista – titolarono così: “Fini a Gerusalemme: il fascismo male assoluto”. Ma Fini non pronunciò mai quelle parole (il suo ragionamento fu un po’ più contorto e problematico) e infatti negli articoli di allora non si troverà mai quella dichiarazione tra virgolette: non si possono mettere tra virgolette parole mai pronunciate. Era accaduto però che un’agenzia di stampa diede quel titolo al suo resoconto e in tutte le redazioni in Italia, malgrado le rimostranze degli inviati, si diffuse la paura che i concorrenti avrebbero potuto pubblicare il presunto scoop dando il “buco” ai refrattari. Quella dichiarazione fece storia e suscitò anche conseguenze politiche importanti. E una fake news divenne, all’unanimità, verità acclarata”. Ci fossero stati i video come adesso, sarebbe andato tutto diversamente. Invece è andata come sappiamo.

Gli effetti di quella frase sulla destra e sulla politica italiana

Una semplificazione di un discorso più complesso – e relativo alle leggi razziali e alla persecuzione degli ebrei – che fu accolta con scetticismo e delusione anche nel mondo di provenienza di Fini tanto che nei giorni successivi alla visita a Gerusalemme l’ufficio stampa di An si premurò di far circolare l’effettiva e corretta versione di quanto Fini aveva detto. Una mossa che giunse troppo tardi perché ormai la citazione sul “fascismo male assoluto” si avviava a diventare parte integrante della storia politica italiana (e anche del giornalismo politico italiano). Va detto che lo stesso Fini fece poco o nulla per uscire dall’ambiguità, ritenendo evidentemente conveniente l’effetto clamoroso che quella frase mai detta ebbe sul mondo politico avverso ad An e alle sue origini.

 

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