Vaccino ai bambini, tutto quello che c’è da sapere: i medici fanno chiarezza

venerdì 7 Maggio 14:11 - di Redazione
Vaccino bambini

Sono molte le domande che assillano le famiglie sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini anti Covid per bambini.   È davvero utile vaccinare bambini e adolescenti, dal momento che in queste fasce di età la malattia è raramente grave? A rispondere agli interrogativi più frequenti  è l’ordine dei medici attraverso ‘Dottoremaeveroche’: il sito anti fake news della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo). L‘Adnkronos Salute ce lo riassume nei punti salienti.

Sul sito anti fake news della Fnomceo le risposte alle domande più frequenti

“Tutti i vaccini contro Covid-19 autorizzati fino a oggi – ricordano i medici – sono stati approvati per la somministrazione a persone di età superiore ai 18 anni. Fa eccezione il vaccino Pfizer/BioNtech: il cui utilizzo nella fascia di età fra 16 e 18 anni è stato approvato dalle principali agenzie regolatorie; tra cui Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e la Fda, l’ente che disciplina l’approvazione dei medicinali negli Stati Uniti”. Ma i vaccini approvati sono sicuri se usati nei bambini? “La popolazione in età pediatrica – si legge sul portale Fnomceo – è una popolazione eterogenea. Per cui,  Beth Thielen, specialista in infettivologia pediatrica presso l’Università del Minnesota, afferma: “quando si tratta di valutare un vaccino  sui bambini, si tende a essere molto più cauti “. Dunque: “Prima di avviare degli studi su bambini e adolescenti è stato necessario svolgerne su persone di età adulta e così è stato fatto. Gli studi sono dunque partiti più tardi – chiarisce Fnomceo -. Ed è questa la ragione per cui ancora non abbiamo dati a sufficienza sull’efficacia e la sicurezza dell’impiego dei vaccini per la Covid-19 in età pediatrica”.

Risultati incoraggianti da dati anticipati da Pfizer

Gli unici dati attualmente disponibili sull’efficacia e la sicurezza di un vaccino per Covid-19 nei bambini e negli adolescenti – chiariscono gli esperti su ‘Dottoremaeveroche’ – sono quelli anticipati alle agenzie regolatorie da Pfizer/BioNTech.  Si tratta – spiegano i medici – di dati ancora non pubblicati su riviste scientifiche: il percorso di approvazione e pubblicazione di documenti è spesso abbastanza lungo. Considerata l’importanza della questione, però, l’azienda produttrice non ha atteso la pubblicazione ufficiale; e ha chiesto alle agenzie regolatorie l’approvazione per l’uso di emergenza. I dati dell’azienda produttrice ci dicono che il vaccino su 1.131 ragazzini non ha dato problemi; e che nessuno di loro ha contratto il  Covid-19. Di contro, tra i 1.129 loro coetanei ai quali è stata fatta un’iniezione di una sostanza inerte (placebo) si sono verificati 18 casi di Covid-19. I risultati sono sicuramente incoraggianti”.

Perché non vaccinare allora anche i bambini più piccoli?  “Pfizer/BioNTech ha avviato studi clinici su bambini di età compresa fra 6 mesi e 12 anni nel marzo 2021: se i risultati fossero disponibili nella seconda metà di quest’anno  l’azienda prevede di vaccinare bambini con meno di 12 anni già nel 2022. Anche la casa farmaceutica Moderna – ricordano gli specialisti – ha avviato degli studi clinici (progetto denominato KidCove) circa un mese fa: ma i primi dati sono attesi solo nel 2023”.

L’8% dei bambini sviluppa malattia in forma grave

Ma è necessario vaccinare i bambini contro Covid-19? “Sebbene siano considerati a basso rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19, anche bambini e adolescenti – ricordano i medici – possono trasmettere il virus. Sottolinea il portale Fnomceo “che i bambini non sono più protetti degli adulti dal contagio; e potrebbero essere potenziali diffusori tanto quanto i loro genitori; specialmente nel contesto domestico. Non vanno sottovalutati – sottolineano poi gli esperti – neanche i rischi degli effetti a lungo termine”.

Anche i bambini possono essere colpiti in forma grave

E comunque in alcuni casi anche i bambini possono essere colpiti dal Covid in forma grave. “Uno studio europeo pubblicato a giugno dello scorso anno sulla rivista scientifica The Lancet Child and Adolescent Health – si legge sul sito Fnomceo – è ullluminante: ha dimostrato che, sebbene Covid-19 passi quasi inosservata nei più piccoli; una piccola percentuale (8%) dei bambini contagiati sviluppa una forma della malattia che richiede il ricovero in ospedale. E talvolta anche il ricorso alla ventilazione meccanica. Anche dai dati raccolti in Italia – ricorda il portale – è emerso che i bambini tendono a contrarre forme lievi di Covid-19: ma la bassissima età e la presenza di altre patologie preesistenti aumentano il rischio di sviluppare gravi complicazioni da SarS-CoV-2 “.

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