Terrorismo, la Francia “apre” all’Italia sull’estradizione degli ex-terroristi rossi

giovedì 6 Maggio 13:35 - di Paolo Lami

La Francia “apre” all’Italia sull’estradizione degli ex-terroristi rossi arrestati nei giorni scorsi oltralpe.

La Corte di Appello di Parigi, rivela  l’Adnkronos, ha autorizzato formalmente l’intervento dello Stato italiano nell’ambito della procedura in corso nei confronti dei 9 ex -terroristi rossi italiani che sono stati arrestati tra il 28 e il 29 aprile e che sono a rischio estradizione.

La decisione presa dalla Francia a favore dell’Italia e del suo diritto di riportare a casa gli ex-terroristi di sinistra che hanno seminato sangue e morti negli anni di piombo è definitiva. E non potrà più essere contestata nel proseguo della procedura.

Dopo le prime udienze la Corte di Appello di Parigi, ieri, ha deciso di riconvocare i 9 nove ex-militanti che si sono presentati tutti. E che hanno tutti rifiutato l’estradizione con le più diverse motivazioni durante la prima udienza.

Le udienze si svolgeranno separatamente, secondo quanto si apprende, nel corso di tre mezze giornate: il 9, il 23 e il 30 giugno prossimo.

Durante queste udienze di giugno ci sarà un primo esame dei diversi dossier, le prime arringhe e probabilmente sarà richiesto un supplemento di informazione da parte o dalla Procura o dalla difesa degli ex-terroristi rossi.

Il passo successivo sarà un rinvio e una convocazione di nuove udienze il prossimo autunno. Dunque i tempi per riportare in carcere in Italia gli ex-terroristi rossi non sono brevissimi.

La macchina giuridico-organizzativa è partita dopo un lavoro preparatorio bilaterale tra Italia e Francia . È stata stilata una lista di dieci nomi di ex-terroristi italiani.

Le dieci domande di estradizione – uno dei terroristi è ancora latitante – sono state tramesse alla Corte di Appello di Parigi e hanno portato poi all’arresto di 7 persone il 28 aprile.

Il giorno dopo, il 29, si erano costituiti altri due ex-terroristi rossi che il 28 aprile non erano stati fermati.

All’appello manca dunque, tuttora, l’ex-brigatista, Maurizio Di Marzio . Che, per il momento, non ha accettato di costituirsi.

L’ex-militante di Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, l’ex-militante delle Brigate Rosse, Roberta Cappelli, l‘ex-brigatista Marina Petrella, l’ex-membro dell’organizzazione dei Nuclei armati, Narciso Manenti, dell’ex-militante dei Proletari armati Luca Bergamin e l’ex-Br, Giovanni Alimonti sono rappresentati dallo storico avvocato francese Irene Terrel.

L’avvocato Antoine Comte difende l‘ex-militante delle Br, Sergio Tornaghi mentre l’ex-militante delle Brigate Rosse, Enzo Cavitti è difeso dall’avvocato Jean-Louis Chalanset.

Infine l’ex-militante di Autonomia Operaia, Raffaele Ventura viene difeso dall’avvocato francese Jean-Pierre Mignard.

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