Strage di Mottarone, e se fosse stato un attentato? Paolo Mieli avanza il sospetto. Ma è infondato

lunedì 24 Maggio 17:28 - di Redazione
Mottarone attentato

Potrebbe essere una pista quella dell’attentato per spiegare la tragica strage della funivia Stresa-Mottarone che ha causato 14 vittime. Tra le cinque famiglie distrutte, infatti, c’è anche quella di Amit Biran e Tal Peleg, scomparsi insieme a un figlio e due nonni mentre un altro figlio, il piccolo Eitan, è l’unico sopravvissuto, ricoverato a Torino in condizioni gravi.

Ovviamente è prematuro ma la notizia è che ad avanzare questa ipotesi non è stato il solito complottista di turno ma l’ex direttore del Corriere Paolo Mieli, che ne ha parlato stamattina a Radio 24. “Sono anch’io come tutti sconvolto per l’incidente”, premette Mieli, prima di avanzare il sospetto decisamente allarmante.

“Per caso c’è anche un’indagine in corso sul fatto che possa essersi trattato di un attentato?”. “No, non mi pare”, risponde Simone Spetia che conduceva la rassegna stampa. “Me lo sono domandato – spiega Mieli – perché ho visto che fra i morti c’è la famiglia di un ragazzo israeliano, Amit Biran, che era un capo della sicurezza israeliana. Come sempre in questi casi non ho nessun elemento, ma mi è venuto un dubbio, vista l’intera famiglia sterminata…”.

La famiglia distrutta era composta da Amit Biran, 30enne, dalla moglie Tal Peleg Biran, 25enne, e dal figlio più piccolo, Tom, 2 anni compiuti a marzo: risiedevano a Borgo Ticino, quartiere di Pavia. Erano andati sul Lago Maggiore per quella che doveva essere una piacevole gita domenicale. Con loro, oltre al figlio più grande Eitan, c’erano anche Itshak Cohen, 81enne, nonno di Tal Peleg, e la moglie Barbara Konisky Cohen, 71enne, entrambi residenti in Israele, ma partiti da Pavia per trovare i familiari.  “Erano qui da pochi giorni – conferma il marito della sorella di Amit Biran – erano qui per trovare la nipote e i pronipoti. Una tragedia che non ci lascia parole”.

Ma Amit Biran era davvero un “capo della sicurezza israeliana” come dice Mieli? Un controllo di Affaritaliani.it svela che Amit Biran si occupava di sicurezza… ma di una scuola nel milanese. Il ragazzo, infatti, viveva a Pavia ma collaborava con la comunità ebraica di Milano come volontario. “I suoi figli frequentavano la nostra scuola” racconta il presidente della comunità israelita milanese Milo Hasbani “e proprio per questo lui si occupava della sicurezza degli studenti, un servizio che noi chiamiamo protezione civile”.

 

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