Se sei di sinistra puoi assumere in nero e sfruttare i rider. Il caso del musicista di Propaganda Live

lunedì 17 Maggio 18:11 - di Francesco Severini
Roberto Angelini

Sei di sinistra? Puoi assumere in nero, sfruttare una lavoratrice donna e chiamarla “pazza incattivita”, e ricevere per questo la solidarietà degli artisti che affollano il concertone del 1 maggio. Sembra fantascienza invece è proprio così.

Angelini su Fb: una pazza incattivita mi ha denunciato alla Guardia di Finanza

E ce lo insegna il caso di Roberto Angelini, il chitarrista di Propaganda Live, che risale a due giorni fa ma che è esploso ora sui social.

Su Facebook Angelini aveva raccontato della denuncia di un’ ‘amica’ alla guardia di finanza. Un’amica che lui faceva lavorare nel suo Sushi bar a San Lorenzo a Roma. “Dopo un anno di sacrifici per non chiudere cercando di limitare al massimo il ricorso alla cassa integrazione per i miei dieci dipendenti (visti i tempi biblici). Ho comprato un furgoncino per le consegne e fatto lavorare amici che avevano bisogno. Mi sono indebitato per pagare i fornitori. Ho resistito con i ristori evidentemente inadeguati. Non avendo uno spazio all’aperto sto facendo i salti mortali per allestirne uno al volo. E poi… 15 mila euro di multa per lavoro in nero”.

La solidarietà degli artisti: da Jovanotti a Elodie

E ancora: “Per colpa di una pazza incattivita dalla vita sarei stato costretto a chiudere e mandare a spasso 10 persone”, aveva aggiunto, lamentando “il tradimento ricevuto da una presunta amica che ha mangiato e dormito a casa mia. Che mi confidò che aveva bisogno di soldi e io pensai bene di aiutarla”. Subito arriva la solidarietà di artisti come Ambra Angiolini, Elodie, Max Gazzè, Jovanotti. Gli stessi che il 1 maggio cantano per i lavoratori ma che poi dinanzi a una rider sfruttata stanno con lo sfruttatore…

La ragazza era stata fermata dalla Finanza mentre faceva le consegne

Questa, comunque, è la prima versione di Roberto Angelini. Cui subito si oppone il punto di vista della “pazza incattivita”:  la ragazza non avrebbe denunciato nulla, in realtà, ma sarebbe stata fermata dalla finanza durante il lockdown duro (zona rossa) dello scorso anno mentre faceva consegne per il ristorante del musicista. Poi sarebbe stata ricontattata dalla Finanza che voleva vederci chiaro e che l’ha interrogata sul suo rapporto di lavoro. Di qui la multa della Finanza ma anche la perdita del lavoro per la ragazza. La quale ovviamente viene insultata come “traditrice”.

Roberto Angelini cerca di rimediare alla figuraccia

Angelini a quel punto è tornato su Facebook per ringraziare della solidarietà ricevuta e chiedere ai suoi follower di smettere di insultare la ragazza: “Voltiamo faccia. Ci tengo davvero a ringraziarvi tutti per l’abbraccio e il sostegno ricevuto. Ho scritto un post di pancia. E forse avrei potuto evitarlo. Mi dispiace però leggere insulti verso la ragazza e mi rendo conto di essere in una posizione privilegiata. Non avevo previsto tutto questo. Per favore non insultatela più, mi fa sentire in colpa, quando in realtà vorrei tenermi l’incazzatura ancora per un po'”.

E promette: assumerò la rider

Il musicista si è reso conto del passo falso e cerca di rimediare: “A chi mi parla di ‘mai lavoro in nero’ dico che sono d’accordo e ho sbagliato. E infatti pago. Ma sicuramente non è questo il luogo per approfondire. E insomma, tutto si risolverà nei modi e nelle sedi adatte. In tutto questo, a dimostrazione della mia coglionaggine, mi sono dimenticato che oggi sarebbe uscita una mia nuova canzone…”. Per poi capitolare e dire: “E’ vero, assumere in nero è sbagliato. Assumerò la rider”.

La polemica divampa sui social

Un repentino cambio di opinione, dunque, con relativa scomparsa dei cuoricini e dei commenti degli artisti in un primo momento solidali. La polemica però infiamma i social, che ne fanno una sintesi impietosa: la solidarietà andava data alla lavoratrice sfruttata e non a un “comunista col rolex” che si crede in diritto di poter fare quello che gli pare. Senza contare la credibilità a picco del programma di Zoro, Propaganda Live, che proprio sulla retorica dei diritti ha fondato le sue fortune.

 

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