Ricolfi: “Sinistra cinica, ha abbandonato i non garantiti. Si potevano salvare vite ed economia”

lunedì 17 Maggio 15:41 - di Gabriele Alberti
Ricolfi sinistra

Arriva in libreria un volume di Luca Ricolfi, sociologo,  docente all’università di Torino, dal titolo che è tutto un programma: La notte delle ninfee. Come si malgoverna un’epidemia, edito dalla Nave di Teseo. Critico da sempre della malagestione della pandemia, il professore, presidente della fondazione Hume in un ‘intervista a Daniele Capessone su la Verità parla a tutto campo, dal Covid al coprifuoco; dalla campagna vaccinale  al ddl Zan.

Ricolfi: “I governi hanno tenuto a bagnomaria gli italiani troppo tempo”

Si sarebbero potute salvare cite ed economia, è il suo pensiero. Ne ha sia per il vecchio che per il nuovo governo. Anzitutto hanno peccato perché hanno tenuto  «a bagnomaria» gli italiani per un tempo non necessario. Si spiega: «Sia il primo lockdown (marzo-aprile), sia il secondo (ottobre-aprile) potevano essere molto più brevi, con enormi benefici per l’economia (e per le nostre esistenze). Nel mio libro – spiega Ricolfi- dimostro che, dato un obiettivo di abbattimento dei contagi e dei decessi, lo si può raggiungere molto più rapidamente anticipando il lockdown;  e invertendo l’ordine dei fattori (swap): prima il lockdown duro, poi quello soft. Se avessimo seguito questa strategia (anticipo+swap) avremmo risparmiato almeno 3 settimane in occasione del primo lockdown; e almeno 3 mesi (forse 4) in occasione del secondo. Per non parlare dei morti, che – secondo una stima di larga massima – sarebbero stati al massimo un terzo di quelli che abbiamo avuto: con un risparmio di almeno 80.000 vite umane».

Ricolfi: “Immunità di gregge in autunno? Probabilmente no”

Il professor Ricolfi parla dati alla mano e fuori da ogn i diatriba tra aperturisti e chiusuristi ad oltranza. Non è ottimista nemmeno rispetto alla campagna vaccinale che pure sembra decollata dall’epoca in cui il suopercommissario Arcuri cincischiava ancora sulle Primule. Dice Ricolfi a la Verità, facendo il punto della situazione:  «Gli italiani dotati di qualche protezione (guarigione o vaccino) sono 1 su 3; quelli dotati di una buona protezione (2 dosi di vaccino) sono 1 su 7. Non è malaccio, ma l’obiettivo di vaccinare pienamente il 70% degli italiani (il massimo realisticamente raggiungibile) è ancora lontano. Secondo gli ultimi calcoli della Fondazione Hume, che ogni settimana fa il bilancio della campagna vaccinale, inizieremo le vacanze estive senza averlo ancora raggiunto». Dunque la domanda ora è, quando sarà possibile raggiungere un livello collettivo accettabile di protezione.

“Banchi a rotelle inutili”

Ricolfi pone nel dibattito tre elementi. «Risposta difficile, perché ci sono tre aspetti distinti, che spesso vengono confusi. Un conto è chiedersi quando avremo vaccinato il 70% degli italiani, e la risposta è: abbastanza presto, quasi sicuramente entro la fine di agosto. Un altro conto è chiederci se, una volta raggiunto questo obiettivo (che potrà essere superato solo con vaccini per gli under-16), saremo protetti, e la risposta è: probabilmente non del tutto: perché l’efficacia media dei 4 vaccini usati in Italia è ampiamente sotto il 100%. Un altro conto ancora è chiedersi se, quest’ autunno, avremo raggiunto l’immunità di gregge. Qui la mia risposta è – è realista Ricolfi – : probabilmente no, perché l’immunità di gregge richiede non solo un’elevata percentuale di vaccinati; ma anche che tutti o la maggior parte dei vaccinati non trasmettano l’infezione: il che al momento pare ancora dubbio, specie per Astrazeneca».

“Sulle previsioni non concordo con Galli e Crisanti”

La sua onestà intellettuale lo porta a riverdere alcune posizioni del passato. «Sì, ci sono cose che correggerei. La più importante è la mia preoccupazione dell’estate scorsa per movida, assembramenti, spiagge. Resto convinto che le discoteche dovevano restare chiuse, e i voli turistici limitati e controllati, ma per la maggior parte delle attività all’aperto penso di aver sopravvalutato i rischi: oggi abbiamo evidenze empiriche che suggeriscono che, almeno in estate, la trasmissione all’aperto sia molto meno probabile di quanto si supponesse. Per altri aspetti, invece, sono autocritico nella direzione opposta: abbiamo sottovalutato, e continuiamo a sottovalutare, il pericolo della trasmissione negli ambienti chiusi. Il grave è che questo pericolo, almeno nelle scuole e negli uffici, avremmo potuto evitarlo: con dispositivi di purificazione o di ricambio dell’aria. Ho fatto un calcolo, e mi risulta che purificare l’aria in tutte le aule scolastiche sarebbe costato meno che acquistare i banchi a rotelle. Se si voleva salvare l’economia, era meglio mettere in sicurezza scuole, uffici e trasposti pubblici, anziché massacrare quella che chiamo “la società del rischio”, ossia il mondo del lavoro autonomo». Un’analisi “dedicata” oltre che ad Arcuri anche all’Azzolina, che difende i banchi a rotelle neanche fossero patromonio dell’umanità.

Ricolfi: “La sinistra ha tutelato solo la sua base elettorale”

Ricolfi poi, si dissocia completamente dalle fosche previsioni dei professor Galli  e Crisanti. I quali ritengono che pagheremo care le aperture del 26 aprile in termini di contagi e decessi. «Sì, in questo momento (e per la prima volta) le mie previsioni non sono in sintonia con quelle di Galli e Crisanti. Non credo che, a fine maggio, avremo 500 o 600 morti; e sono felicemente sorpreso del fatto che gli Rt regionali, per ora, siano quasi tutti sotto la soglia di 1». Ottimismo a parte, rimane il traguardo dell’autunno con il ritorno a scuola. Qui si sta facxendo poco o nulla per riaprire in totale sicurezza, chiede Capezzone.  «Sì, il governo sta calcolando male i rischi per l’autunno. Uno degli scenari possibili è che diventi più difficile che un contagiato si ammali, ma diventi anche molto più facile contagiarsi; perché la gente non fa attenzione e una parte dei vaccinati continua a trasmettere il virus. Se la letalità (probabilità di morire una volta contagiati) è bassa, ma siamo quasi tutti contagiati, la mortalità (decessi per abitante) può anche aumentare, in barba alle vaccinazioni: non è una previsione, ma uno scenario possibile». Quindi al governo si sveglino.

Ricolfi: “Sinistra cinica con i non garantiti”

Ricolfi rivolge due ordini di critiche senza appello alla sinistra: «Al governo giallorosso rimprovero di non aver fatto, almeno, le cose ovvie e quindi doverose: comprare dispositivi di protezione del personale sanitario a gennaio-febbraio; aumentare il numero di tamponi in primavera ed estate; controllare la qualità dei miliardi di mascherine comprate: organizzare per tempo un piano vaccinale sensato. Alla sinistra rimprovero l’iper-tutela della sua base elettorale, ossia dei garantiti, e il cinico abbandono dei non garantiti: come se questa non fosse la diseguaglianza fondamentale dell’Italia di oggi».

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