Peschereccio italiano assalito dai turchi. “Senza una scorta militare non possiamo più pescare”

martedì 11 Maggio 15:46 - di Penelope Corrado
peschereccio giacalone

“Il peschereccio Michele Giacalone è stato prima preso a sassate da diversi pescherecci turchi, che lo hanno speronato e poi hanno tentato di salire a bordo. Il comandante ha dovuto tirare le reti e ha dovuto abbandonare la zona”.

L’armatore: “Dieci barche turche ci hanno assalito, siamo rovinati”

Così Luciano Giacalone, armatore del peschereccio partito da Mazara del Vallo preso a sassate durante una battuta di pesca in una zona di mare antistante la Siria. Nella stessa area si trovava anche un’altra imbarcazione il San Giorgio I. Il 3 maggio, i libici hanno mitragliato il Michele Giacalone nella zona di Bengasi.

“Siamo rovinati, non possiamo andare avanti così – aggiunge – In qualunque area andiamo ci cacciano. Chiediamo che le istituzioni si diano da fare per fare un accordo soprattutto con la Libia e mettano le barche di Mazara nelle condizioni di poter lavorare”.

Il 3 maggio i libici spararono al peschereccio Giacalone

Secondo la ricostruzione, 10 piccole imbarcazioni hanno “bersagliato di pietre” il peschereccio Michele Giacalone. Il peschereccio aveva lasciato il porto di Mazara del Vallo ed era arrivato a est di Cipro.

Successivamente i turchi hanno “speronato” l’imbarcazione. “Erano già accaduti episodi simili, ma mai di questa portata. Il peschereccio si trova in quell’area, in acque internazionali – ha detto l’armatore all’Agi – dopo che il 3 maggio scorso aveva subito un abbordaggio da parte dei libici”. Nell’area sono intervenuti la Marina militare turca e un elicottero della Marina militare italiana per riportare la situazione ala normalità.

Il 3 maggio l’abbordaggio era avvenuto a circa 40 miglia di Bengasi, e aveva preso di mira il “Michele Giacalone” insieme con altri 7 pescherecci, tra cui l’Aliseo, qualche giorno dopo mitragliato da 35 miglia da Misurata. In quell’occasione, i libici hanno prima sparato colpi in aria. Successivamente, hanno abbordato il Michele Giacalone. Al sopraggiungere della fregata italiana ‘Alpino’, il miliziano ha lasciato il peschereccio e l’abbordaggio si è concluso.

 

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