Palamara, due relatori “compagni” per la commissione d’inchiesta. L’ira del centrodestra

mercoledì 5 Maggio 18:30 - di Redazione
commissione d'inchiesta

La commissione parlamentare d’inchiesta sull’uso politico della giustizia non è un affare tra centrodestra e sinistra. Nel senso che se il primo è compatto nel volerne l’istituzione, la seconda evidenzia qualche breccia incoraggiante. Italia Viva di Renzi si annuncia piuttosto oscillante sull’argomento. Non così Azione di Carlo Calenda, che invece si schiera decisamente nel campo dei pro. Lo ha fatto attraverso un articolo sull’Huffington Post firmato da Andrea Mazziotti, responsabile del programma. Nel blog, l’ex-presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera ha bollato come «assurde» le motivazioni con cui Anm, Pd e M5S si oppongono alla commissione d’inchiesta.

“Sì” di Azione alla commissione d’inchiesta sulla giustizia

«La Costituzione – ha scritto – consente le commissioni su materie di pubblico interesse e l’accertamento di eventuali interferenze politiche sicuramente lo è». Favorevole, dunque, ma con qualche paletto. «La commissione però – avverte, infatti – non può riguardare il merito dei processi come sicuramente proveranno a fare. Berlusconi per riscrivere il passato e Salvini per condizionare il futuro». Nel frattempo, però, la relativa proposta di legge resta inchiodata ai blocchi di partenza, nonostante che alle rivelazioni di Palamara si siano aggiunte quelle dell’avvocato Amara.

Forza Italia: «Violato il Regolamento»

L’odierna riunione congiunta delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali si è conclusa con un nulla di fatto. Forza Italia, sostenuta anche da FdI e Lega, ha protestato per la nomina dei relatori: il dem Stefano Ceccanti e Federico Conte di Leu, indicati dai rispettivi presidenti Mario PerantoniGiuseppe Brescia. La polemica si trascina da giorni. A giudizio del centrodestra, i due relatori non sarebbero “adatti” in quanto contrari alla alla commissione d’inchiesta sulla magistratura. Infatti, nessuna proposta reca come prima firma quella di un esponente della sinistra. Ma i due fanno orecchie da mercanti. E hanno già convocato per la prossima settimana una nuova riunione congiunta. Ma neanche Forza Italia cede. E con la deputata Giusi Bartolozzi accusa i due presidenti aver «violato l’articolo 79 del regolamento della Camera dei deputati».

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *